Ritocco Iva, ecco i primi rincari
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fonte:
- Leggo
E’ già tempo di conteggi dopo l’ aumento dell’ Iva, che da sabato scorso è passata dal 20 al 21 per cento. Il primo effetto si è registrato sui prezzi dei carburanti, con ritocchi medi di 1,4 cent al litro per la benzina verde, di 1,3 per il diesel e di 0,5 per il Gpl. Secondo uno studio presentato dalla CGIA di Mestre, la spesa delle famiglie tipo subirà un incremento medio annuo di 92 euro, riconducibile perlopiù ai trasporti (32 per carburanti, acquisto mezzi di trasporto, biglietti). Seguono 18 euro per l’ acquisto di mobili ed elettrodomestici e per l’ abbigliamento e le calzature; 12 euro verranno spesi in più per altri beni e servizi, 6 per le comunicazioni e 5 euro per giochi, cultura ed tempo libero. Al contrario, secondo l’ indagine, il passaggio al 21% non inciderà sulla spesa dei beni di prima necessità, come gli alimentari e le bevande, la sanità, l’ istruzione, l’ abitazione, tutti beni ai quali si applica l’ Iva al 10%, al 4% o non si applica affatto. Il Codacons attacca e stima che a Milano il 35% degli esercizi commerciali ha aumentato i listini prezzi. «I rincari sono stati applicati principalmente dai piccoli negozi – spiega il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi – e i beni maggiormente colpiti sono stati quelli di piccolo importo come prodotti per la pulizia della casa e quelli per l’ igiene personale». Preoccupato l’ assessore regionale al Commercio, Stefano Maullu: «Le statistiche di settore ci dicono che il rialzo al 21% costerà alla produzione lombarda almeno 1 miliardo di euro solo per il 2011». E i commercianti? Da parte del presidente di Federmoda Milano, Renato Borghi, arrivano rassicurazioni: «I prezzi non aumenteranno, dobbiamo tentare di sostenere i consumi».
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