VASCO ROSSI: CODACONS, FACCIA IL CANTANTE E NON IL MESSIA
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fonte:
- AGI
(AGI) – Roma, 15 set. – Il Codacons non ci sta e replica a Vasco Rossi che sul suo profilo Facebook ha citato l’associazione. Il rocker nel suo ultimo post ha ribadito di non aver mai incitato all’uso di droga. "Sfido chiunque a trovare – scrive – in una qualsiasi delle mie quasi duecento canzoni, un riferimento preciso o un incitamento all’uso di droga. Che non sia una ‘interpretazione’ pregiudizievole e assolutamente opinabile". E Vasco Rossi fa l’esempio del suo "Bollicine", "ironico e feroce atto d’accusa verso la pubblicita’". Nel brano "non si capisce perche’" il termine Coca-Cola "acquista il significato di un inno alla cocaina mentre la bibita gassata – scrive – da quasi cento anni si chiama cosi’ e a nessuno e’ venuto in mente di denunciarla e chiedere che ne fosse cambiato il nome (dov’e’ il Codacons?). Forse perche’ – continua il rocker – la bibita di Atlanta, potente multinazionale, schiaccerebbe come degli scarafaggi ministri, istituzioni e bigotti vari".
Non sa fa attendere la replica del Codacons: "Preferiamo Vasco Rossi in veste di cantante, perche’ il ruolo di Messia che si e’ scelto (probabilmente in fase di delirio di onnipotenza) non gli si addice affatto. Se i versi da lui scritti e cantati sono poetici, quelli apparsi sul suo Facebook appaiono quantomeno stonati. Farebbe meglio a informarsi Vasco Rossi, quando afferma che il Codacons non ha mai attaccato la Coca-Cola", aggiunge l’associazione sottolineando che "e’ del 1999 un comunicato stampa" in cui il Codacons "chiede addirittura il ritiro dal commercio della bevanda". "E c’e’ una bella differenza – continua l’associazione – tra il travisare i testi delle sue canzoni (cosa che non abbiamo fatto finora, ne’ intendiamo fare in futuro) e il criticarlo quando su un social network egli si scaglia contro una giusta campagna antidroga. Quando si hanno 2,5 milioni di fan su Facebook, scrivere post diventa una responsabilita’, ancora piu’ grande se si considera che l’autore degli stessi e’ un simbolo e un punto di riferimento per il pubblico piu’ giovane, che spesso assimila in modo acritico i suoi messaggi. E nel momento in cui si decide di essere un ‘opinionista’, ci si becca pure le critiche, incassandole possibilmente con classe ed eleganza. Noi andiamo pure a farci fottere – conclude l’associazione riprendendo il saluto del rocker – ma Vasco Rossi eviti di ‘fottere’ tanti giovani inesperti e vada a farsi una passeggiata e a schiarirsi le idee, prima di scrivere sul suo Facebook". (AGI) Eli
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