Tbc, polemica sui controlli tra Comunee Regione
-
fonte:
- Il Messaggero
È polemica tra Comune e Regione sul caso della Tbc al Policlinico Gemelli. «I test sui bambini andrebbero estesi» dice il vicesindaco Sveva Belviso. «L’ estensione dei controlli non è giustificata» ribatte l’ Unità di coordinamento creata dalla Regione Lazio. L’ ultima pagina sulla triste vicenda che vede 122 bambini contagiati probabilmente dall’ infermiera malata di tubercolosi, parla di un papà, Marco, che ha sottoposto privatamente il figlio nato l’ 8 dicembre al Policlinico Gemelli ed è risultato positivo. Il bimbo non fa parte del programma di controllo stabilito dall’ Unità di coordinamento che comprende i piccoli nati tra l’ 1 gennaio e il 28 luglio. I bimbi positivi, comunque, non sono malati, né possono contagiare. Il nuovo caso ha allarmato il vicesindaco Belviso che ieri mattina ha commentato: «La Polverini ha ragione, l’ infezione tubercolare non è la malattia. Ma credo che nella vicenda della Tbc occorra fare uno sforzo ulteriore». E ha aggiunto: «Penso che si debba andare indietro nel tempo con i controlli fino ad arrivare al mese in cui è partito tutto, in cui non si registrano casi di bambini infetti, dal momento che non si sa da quanto tempo l’ infermiera sia stata a contatto con i bambini. Altrimenti ci perdiamo qualcosa». La Belviso è preoccupata per possibili contagi in futuro nelle scuole: «Visto che l’ infezione rimane latente per anni, è possibile che un bimbo nato ad esempio a ottobre possa sviluppare la malattia a tre anni, mentre frequenta la scuola materna. E in questo caso sì che si rischierebbe davvero un’ epidemia». Il vicesindaco ha aggiunto che «se c’ è un problema di spesa, si può utilizzare il Mantoux che costa solo due euro». Il periodo di controllo, inizialmente fissato tra marzo e luglio, era già stato ampliato: fino a febbraio, poi fino a gennaio. Il protocollo per i bimbi positivi prevede una profilassi. «Visto che l’ infezione tubercolare si può tenere sotto controllo – ha detto la Belviso – di questa profilassi devono poter usufruire tutti i bambini che potenzialmente sono entrati a contatto con l’ infermiera». Replica l’ Unità di Coordinamento: «Tutte le scelte effettuate sono basate sulle linee guida nazionali e internazionali, oltre che su numerose ed importanti evidenze presenti nella letteratura scientifica mondiale in materia». Linee guide nazionali e internazionali che «unanimemente raccomandano di prendere in considerazione un periodo di 8-12 settimane precedenti alla data di comparsa della sintomatologia, nel caso indice fino al momento di interruzione del possibile contatto, come già è stato comunicato al sindaco di Roma Capitale nei giorni scorsi». Il gruppo di specialisti fa riferimento anche alla profilassi: «Non è possibile affrontare un tema tanto delicato senza un esplicito e continuo riferimento a quanto le conoscenze mediche attuali indicano. Altre politiche di estensione dei test non risponderebbero alle indicazioni scientifiche e rischierebbero di esporre alcuni bambini a trattamenti di profilassi non giustificati, oltre a generare allarmismi». Via, poi, i dubbi sulla questione costi. «Non si capisce il riferimento al costo del test Mantoux, che presenta notevoli limiti nel caso di neonati, come attesta la più recente letteratura internazionale. Proprio il fatto che il test Quantiferon è molto più costoso, conferma che mai la Regione Lazio e l’ Unità di Coordinamento hanno vincolato le proprie scelte a ragioni di spesa – dice l’ Unità – mettendo in campo ogni possibile intervento con prontezza ed appropriatezza avendo come unico scopo la salvaguardia della salute pubblica e non il risparmio delle risorse umane o economiche». Sulla profilassi, invece, il Codacons attacca le parole del ministro Fazio che, nell’ affermare che «in Italia non esiste un’ emergenza Tbc» aveva detto che i bambini coinvolti grazie alla profilassi «non avranno conseguenze». Il presidente Carlo Rienzi citando il bugiardino dell’ antibiotico previsto per la profilassi parla di «effetti indesiderati di tipo neuropsichici ed epatici». RIPRODUZIONE RISERVATA.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SANITA'
