9 Settembre 2011

Cardiologia: perso un milione e mezzo

Cardiologia: perso un milione e mezzo
 

La Cardiologia del Policlinico ha perso un milione e mezzo di euro nei primi sette mesi del 2011 e vive una profonda crisi di "attrazione" tra i pazienti. Ad incidere sulla fiducia nella struttura, il caso del laboratorio di Emodinamica, scoppiato in primavera dopo la segnalazione degli Amici del cuore e le denunce del Codacons, cui seguì l’ allontanamento del direttore del laboratorio Massimo Sangiorgi, e una preoccupante relazione della Commissione regionale chiamata a indagare su decine di casi sospetti. Poi l’ intervento dei Nas e l’ invio di alcuni avvisi di garanzia da parte della Procura. Dalla documentazione ufficiale appena redatta risultano 2.253 ricoveri al 31 luglio scorso contro i 2.246 dello stesso giorno dello scorso anno: dati stabili, apparentemente. Il fatto è che i pazienti, una volta affluiti per le visite o per i ricoveri presso i reparti dell’ Unità complessa di Cardiologia, ancora diretto dalla professoressa Maria Grazia Modena, non se la sentono, molto spesso, di sottoporsi a interventi e procedure complesse, ritenute più rischiose: quelle che, in punta di bilancio economico, si chiamano procedure ad alto DRG e che consentono i maggiori rimborsi e dunque i maggiori introiti da parte della Regione. Questo non succede solo per gli interventi che si eseguono a Emodinamica, come sarebbe comprensibile dopo le vicende. A parte gli interventi sulle arterie periferiche, stoppate fin dallo scoppio del caso, si pensi alle coronarografie: sono calate di circa il 20-30 per cento nel corso del 2011. La contrazione investe anche gli altri interventi, come l’ impianto di pace maker o le ablazioni, che sono di stretta pertinenza del reparto di Cardiologia. Dunque la sfiducia sembra generalizzata sull’ intera stuttura. Risulta per esempio che spesso molti pazienti dopo una visita che si conclude con l’ indicazione di una procedura particolare (ad alto Drg) disdicono la prenotazione successiva e vanno da un’ altra parte. Il fenomeno ha portato in pochi mesi a un minore introito per il Policlinico pari a 1.437.420 euro. Emerge dalla documentazione agli atti del Policlinico che la «valorizzazione Drg» il 31 luglio 2010 ammontava a 11.494.215 euro mentre il 31 luglio 2011 l’ introito si è fermato a 10.056.794, con una diminuzione del 13 per cento. Una diminuzione sensibile e significativa per la sola Cardiologia, che peraltro lavora tradizionalmente in attivo a differenza di tanti altri reparti che operano in perdita, come la Rianimazione, la Lungodegenza, l’ Oncologia, la Neonatologia, e altri. La diminuzione, che rischia di pesare anche sul piano dell’ impegno lavorativo degli operatori, grava sulle casse non certo floride dell’ azienda. Ma sono la perdita di attrazione e il crollo di fiducia verso questo importante reparto, indotti da gravi vicende ancora non chiarite dalla magistratura e affrontate con un certo pressappochismo dalla politica, a far sorgere una domanda: la città di Modena si può permettere di tenere un reparto pubblico di una tale importanza nelle attuali condizioni di incertezza? La perdita di fiducia, se di questo si tratta, non rende giustizia alla bravura e all’ impegno dei tanti medici che vi operano con dedizione. L’ ultimo articolo di giornale che raccontava dell’ opportunità o dell’ inopportunità dell’ allontanamento della professoressa Modena dalla direzione di Cardiologia e del dottor Cencetti dalla direzione del Policlinico è di luglio scorso, poi è calato il silenzio. Nessuno vuol più parlare anche se invitato a farlo. Ma i cittadini sono disorientati e continueranno a esserloa tempo indeterminato se chi è pagato o eletto per risolvere i problemi che attengono alla vita della comunità continueranno a decidere di non decidere (una volta per tutte e con chiarezza) circa l’ urgenza di una discontinuità che in altri campi sarebbe già cosa fatta ma che in questo campo richiede evidentemente un supplemento di analisi e di riflessione.(v.b.)

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