8 Settembre 2011

Il conto sale a 54 miliardi L’Iva spreme le famiglie

Il conto sale a 54 miliardi L’Iva spreme le famiglie
  È una delle manovre più pesanti della storia e colpirà ogni fascia sociale

 
  ROMA Al giro di boa del primo passaggio parlamentare in Senato l’entità della manovra sale: per il 2013, anno in cui il governo si è impegnato a raggiungere il pareggio di bilancio, l’impatto delle misure sul deficit, sarà di 54,2 miliardi di euro. Il solo maxi-emendamento depositato ieri vale oltre 4 miliardi e quasi tutto questo nuovo importo arriva dal ritocco dell’ultima aliquota Iva, che sale dal 20 al 21%.
I dettagli sulla nuova consistenza della manovra, una delle più pesanti della storia del Paese, sono arrivati ieri con il maxi-emendamento.
GLI INCASSI
Per quanto riguarda l’imposta sui consumi, il rialzo di un punto percentuale ci sarà praticamente da subito, ovvero dagli acquisti che verranno effettuati a partire dalla pubblicazione della conversione del decreto legge in Gazzetta Ufficiale.
Che dovrebbe avvenire, verosimilmente, la prossima settimana al più tardi. Nel 2011 il rincaro dell’Iva porterà 700 milioni di euro.
Sul contributo di solidarietà, al 3% per i redditi oltre i 300.000 euro, emerge la retroattività (vale dal primo gennaio 2011). Varrà fino al 2013 ma potrà essere prorogato fino al raggiungimento del pareggio di bilancio. Pareggio che però è al momento previsto proprio per il 2013.
Sulle pensioni delle donne, invece, la rimodulazione del percorso che dal 2014 (non più dal 2016) porterà gradualmente all’innalzamento a 65 anni dell’età pensionabile anche nel settore privato porterà al raggiungimento dell’obiettivo nel 2026. La misura darà risparmi per le casse dello Stato di 90 milioni nel 2105, che saliranno progressivamente a 720 nel 2021.
I RINCARI
Intanto i consumatori vanno all’attacco sull’aumento dell’Iva, dal 20 al 21%, che coinvolge una lunga lista di prodotti : si va dall’abbigliamento, le calzature, i detersivi, i giocattoli, ai televisori, le auto e moto, ma anche il caffè, il vino, la cioccolata.
E non solo: l’imposta sarà rivista all’insù sui pacchetti vacanza, e una serie di servizi. Un esempio? Taglio e piega dal parrucchiere.
Insomma, ce n’è abbastanza perché le associazioni dei consumatori parlino di vera e propria "stangata" a danno degli italiani. Che il Codacons quantifica in 290 euro l’anno, che salirebbero fino a 385 euro per una famiglia di 4 persone, mentre nel mirino della Federconsumatori c’è, in particolare, il rincaro della benzina. Un esborso aggiuntivo di 32 euro l’anno, che sommati agli aumenti registrati da agosto 2010 (440 euro tra costi diretti e indiretti sui carburanti), portano a superare i 470 euro.
Il timore ora è che ci possa essere un’impennata dei prezzi dei beni di largo consumo. Il presidente di Federalimentare, Filippo Ferrua, afferma che l’aumento dell’Iva riguarda circa un terzo dei consumi alimentari in Italia, e porterà a un esborso aggiuntivo per le famiglie italiane di circa 600 milioni di euro.
In particolare il rincaro colpirà acque minerali, vini e bevande a base di vino, birra, succhi di frutta, limonate, cole e altre bevande gassate, caffè e tè.

 
 
 
 
 
 

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