Guerra di cifre sulla stangata per i consumatori
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fonte:
- Avvenire
DA ROMA L e associazioni dei consumatori bocciano l’ aumento dell’ Iva, dal 20 al 21%, stimando una ‘stangata’ che per una famiglia potrebbe valere quasi 300 euro l’ anno in media. Il rincaro dell’ imposta previsto nell’ ultima versione della manovra riguarda una lunga lista di prodotti: abbigliamento e calzature, detersivi e giocattoli, elettronica, auto e moto, ma anche caffè, vino, e cioccolata. E non solo: l’ Iva sarà rivista al rialzo anche per i pacchetti vacanza, e una serie di servizi, come ad esempio, il taglio e piega dal parrucchiere. Il Codacons quantifica l’ impatto degli aumenti in 290 euro l’ anno, che salirebbero fino a 385 euro per una famiglia di 4 persone. «L’ aumento di 290 euro – osserva Carlo Rienzi presidente Codacons – è una media per una famiglia di tre persone, il costo sarà maggiore se è più numerosa. Il rialzo porterà ad un aumento di tutti i prodotti indistintamente perchè l’ Iva viene scaricata sui consumatori e saremo destinati a veder salire anche l’ inflazione: certamente non una bella notizia con gli stipendi ». Una dinamica che « determinerà inevitabilmente una ulteriore contrazione dei consumi – prosegue l’ associazione – già ridotti all’ osso a causa della continua ed inarrestabile caduta del potere di acquisto delle famiglie». Più contenuti invece gli effetti dell’ Iva calcolati dalla Cgia di Mestre, che peserebbero al massimo a 123 euro annui. Secondo gli artigiani su un reddito di 15mila euro l’ aggravio annuo sarà dai 37,5 euro senza familiari a carico ai 60,6 con coniuge e 2 figli. Per i redditi di 30.000 euro le cifre sono tra 58 e 77 euro. Mentre per la fascia di reddito di 55.000 euro gli aumenti stanno tra i 99 euro e i 123 della famiglia con due figli. Federconsumatori mette nel mirino soprattutto le ricadute sul prezzo della benzina, calcolando con l’ Iva al 21% un esborso aggiuntivo di 32 euro l’ anno, che sommati agli aumenti registrati da agosto 2010 portano a superare i 470 euro di costi diretti e indiretti. Dice il presidente della Federconsumatori, Rosario Trefiletti: «Solo l’ 1% in più comporterà un aumento di 1,3 centesimi al litro. Ci saranno, quindi, ricadute negative per fare il pieno di benzina, ma anche sul tasso d’ inflazione: i beni in Italia sono trasportati su gomma, pertanto ci saranno effetti sui prezzi». Nel caso dei carburanti l’ incidenza dell’ Iva si calcola non solo sul prezzo industriale ma anche sull’ accisa. Negli ultimi giorni tra l’ altro i prezzi di benzina e gasolio sono in costante salita. La verde è tornata oltre quota 1,62 euro al litro nella media nazionale, con punte intorno a 1,67, mentre il diesel è a un soffio dalla soglia di 1,5 euro al litro secondo quanto emerge dal monitoraggio di quotidianoenergia.it . Alcune associazioni calcolano in quasi 300 euro l’ anno a famiglia l’ effetto dell’ Iva al 21%. La Cgia di Mestre: non si andrà oltre i 125 euro.
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