Tbc/ Il Codacons annuncia due class action e un’ azione penale
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fonte:
- TM News
Due class action, un’ azione collettiva di risarcimento, tre iniziative amministrative ed una penale. E’ quanto il Codacons intende portare avanti a tutela delle famiglie e dei piccoli coinvolti nel caso tbc scoppiato al policlinico Gemelli di Roma . Nel corso di una lunga conferenza stampa, tenutasi al teatro San Genesio di Roma , il presidente dell’ Associazione di Consumatori Carlo Rienzi ha parlato ad una platea composta da giornalisti e familiari dei bimbi risultati positivi al test. Per prima cosa “sono state notificate due azioni civili” sotto forma di “class action sia per i bambini positivi che per quelli non positivi”. Inoltre è pronta per per essere presentata “un’ azione collettiva di tutti i genitori per il risarcimento dei danni”. Parallelamente vanno avanti anche le azioni amministrative: la prossima settimana “verrà presentato un ricorso al Tar contro la Regione Lazio per il risarcimento dei danni prodotti dalla stessa Regione e dal SSN a causa dei mancati o insufficienti controlli”. Resta poi aperto il ricorso, sempre al Tar e contro la Regione Lazio, per la dichiarazione di illeggitimità della commissione d’ indagine sanitaria, epidemiologica e amministrativa sul caso e per “estendere i controlli a tutti i bambini nati almeno fino ad un anno e mezzo prima dell’ evento. Infine, sempre sul versante amministrativo, è stata chiesta una diffida a tutte le Asl per conoscere se e quanti controlli periodici hanno effettuato negli ultimi due anni nei reparti – con particolare riguardo a quelli a rischio – anche al fine di imporre controlli continui sulla salute degli operatori. Da un punto di vista penale, Rienzi ha annunciato che sia “il Codacons, che Articolo 21 e alcuni genitori, sono parti offese nel provvedimento penale in corso presso la Procura di Roma “. Inoltre, sempre oggi, è stato chiesto che, alla Consulenza tecnica d’ ufficio disposta dai pm, partecipino anche gli esperti sanitari della Regione. Accanto a questa azione, i legali hanno chiesto “il sequestro di copia degli elenchi dei bambini nati dal giorno in cui l’ infermiera ha iniziato a prestare servizio nel reparto neonatale, disponendo che i Nas invitino tutti i genitori dei bimbi nati in questo periodo a fare il test e farlo fare ai propri figli”. Altra questione su cui il Codacons si è soffermato è stata la richiesta alla Magistratura di accertare quanti casi di tbc si sono sono avuti in tutti i reparti del Gemelli nel 2004/2005, con particolare attenzione al reparto in cui l’ infermiera prestava servizio. Questo perchè, come spiegato dal marito della donna e riferito dal Codacons, il contagio potrebbe essere avvenuto per il contatto con un paziente malato di tbc nel reparto adulti dove la donna lavorava. Su questo, ha spiegato Rienzi, “abbiamo chiesto alla Procura di verificare” attraverso l’ acquisizione delle cartelle di quel periodo.
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