7 Settembre 2011

Allarme Tbc, psicosi nei nidi

Sette nuovi casi di infezione tra i neonati del Gemelli da aggiungere a una lunga lista che ormai è arrivata a quota 122. Si tratta di due femmine e cinque maschi nati tra gennaio e febbraio: è questo l’ ultimo bollettino stilato in seguito ai 1415 test pervenuti, effettuati tutti sui bambini nati da gennaio a luglio nel policlinico. E intanto a Roma, mentre i controlli della Asl vanno avanti e la Procura procede con l’ indagine per ipotesi di epidemia colposa, l’ allarme dilaga. A temere maggiormente gli effetti dell’ epidemia, definita gravissima dal Codacons che imputa buona parte della responsabilità al Gemelli, sono soprattutto quelle famiglie che proprio in questi giorni non stanno portando i bambini al nido, spaventate da possibili nuove infezioni all’ interno degli asili: sono centinaia infatti, solo nelle ultime ore, le richieste di rassicurazioni giunte soprattutto al Campidoglio e negli ambulatori del policlinico universitario e non mancano le defezioni. Ieri mattina una commissione congiunta al Comune, con esperti di sanità e scuola, ha assicurato la frequenza nelle scuole comunali senza rischio di contagio: «Mi sento di tranquillizzare le famiglie – ha spiegato l’ assessore alla famiglia, Gianluigi De Palo – non ci sono ragioni per non frequentare gli asili nido in quanto i bambini risultati positivi non sono in alcun modo contagiosi, le strutture sono sicure». Dello stesso parere il professore Ferdinando Aiuti, presidente della commissione salute in Campidoglio: «Un bambino positivo non può infettare nessuno e, se trattato nella maniera opportuna, difficilmente svilupperà la malattia in futuro. I bambini saranno seguiti anche nei prossimi mesi. Ma in questi casi – ha aggiunto l’ esperto – serve collaborazione tra le istituzioni: dalla Regione invece non abbiamo mai avuto risposte alle nostre richieste. Ho scritto alla Polverini più volte, chiedendo i dati relativi all’ epidemia, ma non mai avuto risposta». (ass)

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