Sforati i “tetti”, stangata sui libri di testo
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fonte:
- Il Mattino
Secondo la Federconsumatori, quest’ anno uno studente al primo anno del liceo spenderà mediamente 700 euro per l’ acquisto di libri scolastici nuovi e di dizionari. Il Codacons, invece, ravvisa un aumento dell’ 8% nell’ acquisto dei testi per la scuola. I tetti massimi fissati dal ministero dell’ Istruzione anche quest’ anno sono stati sistematicamente superati facendo ricorso a determinate strategie: testi adottati e consigliati, libri cartacei e misti. Sia alle scuole secondarie di primo grado che di secondo, dunque, le famiglie spenderanno più di quanto il ministero ha previsto per l’ acquisto dei testi. Ovviamente le spese sono diverse a seconda del tipo di scuola. Un primo anno comporta una spesa maggiore rispetto a quella degli anni successivi. La spesa fissata dal ministero per il primo anno del liceo classico è di 330 euro, in realtà se ne spendono almeno 350, esclusi i dizionari che apportano un ulteriore impegno di almeno 350 euro. Stesso discorso al liceo scientifico dove a fronte di un tetto massimo di 315, una famiglia spende 350 euro circa per l’ acquisto dei libri. Dizionari a parte. Per gli istituti tecnici il tetto è fissato in 300 e questa spesa è in linea con il costo reale dei libri. Agli istituti professionali il costo varia a seconda degli indirizzi e il limite di spesa va da 240 a 295 euro e le famiglie spenderanno in realtà intorno ai 270 euro. Anche alla scuola secondaria di primo grado i tetti massimi non sono rispettati, anche se di poco: 290 euro la spesa prevista, poco più di 300 quella reale. Il decreto ministeriale 41 dell’ 8 aprile 2009 in materia di adozione dei libri scolastici ha previsto che per la scuola secondaria di primo e secondo grado i testi in uso siano bloccati per 6 anni, i contenuti per 5, salvo aggiornamenti annuali da poter acquistare a parte in compendi. Nella realtà, invece, i testi vengono sistematicamente cambiati facendo ricorso alla strategia dei testi consigliati. Si tratta di volumi di esercizi, di narrativa, di dizionari. Questi non rientrano nei tetti di spesa perché non c’ è obbligo di acquisto. In realtà si trovano nell’ elenco che le scuole consegnano alle famiglie per l’ acquisto dei testi. Altra novità da qualche anno sono i libri misti, cioè cartacei e on line. Sempre il decreto 41 stabilisce che, a partire dall’ anno scolastico 2011-2012 «non potranno più essere adottati testi scolastici redatti esclusivamente nella versione cartacea». La disposizione non vieta, quindi, di adottare testi cartacei, bensì di adottare i testi in forma esclusivamente cartacea. A differenza del semplice libro cartaceo la cui iva al 4% è a carico dell’ editore, nel caso dei testi scaricabili l’ imposta è al 20% a carico del consumatore. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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