7 Settembre 2011

Gli studenti vanno al ministero: “Siamo noi il Quinto Stato”

Gli studenti vanno al ministero: «Siamo noi il Quinto Stato»
 

ROMA Lo sciopero degli studenti è iniziato prima dell’ alba. Quattro macchine e uno striscione. Ieri mattina sono stati in venti ad assaltare i gradini del ministero dell’Istruzione con lo striscione «Ora i conti li fate con noi!». Una foto-ricordo del blitz e poi via. Da Viale Trastevere a piazza Rondanini, la sede della Conferenza dei Rettori, ad un tiro di schioppo dal Senato, è stato tutto un precipizio. Anche qui, stessa scena. Lo slogan degli studenti della Rete della Conoscenza allude alla manifestazione nazionale convocata venerdì 7 ottobre. Ancora una corsa e arriviamo al ministero del Lavoro dove lo striscione recita «Diamo i numeri? 30% disoccupazione giovanile». Un contributo lo possiamo dare anche noi sull’ aumento delle spese che per il prossimo anno scolastico tra l’ 1,4 e il 3,4%, Secondo Altroconsumo, la spesa per i libri aumenterà fino al 25%. Senza parlare del corredo per lo studente modello: 80 euro in più per acquistare zaino, astuccio e diario. Federconsumatori sostiene che un ragazzo di primo liceo spenderà 1.189 euro, testi e dizionari inclusi. Il Codacons ha tirato le somme: le famiglie spenderanno l’ 8% in più per i libri di testo. Per questa ragione il 76 per cento degli studenti comprerà libri usati, questa è la stima fatta ieri da un’ indagine pubblicata su studenti.it. Per aggirare il caro-vita l’ Uds ha organizzato 25 mercatini del libro usato in altrettante città, da Trieste a Bari, da Latina a Messina. Poche ore dopo i flash-mob notturni, Piazza dei Cinquecento è già piena. Ci sono i giovani della Cgil «Non più disposti a tutto» travestiti da Mr. Burns, l’ industriale più cattivo di Springfield, la città dei Simpson felice per l’ articolo 8 della manovra che permette licenziamenti facili. C’ è la Rete degli Studenti insieme all’ Udu che citano Pelizza da Volpedo e il suo Quarto Stato che raffigura proletari e contadini che avanzano verso il futuro. Lodevole l’ intenzione, da registrare il lessico. La partecipazione degli studenti e dei giovani al corteo della Cgil, già oltre ogni previsione, dimostra semmai l’ esistenza di un «Quinto Stato», cioè di diplomati, laureati e precariato cognitivo in cerca di tutele e garanzie per il lavoro della conoscenza. Dall’ Onda in poi il Quinto Stato è una realtà. L’ immagine che riassume il senso del corteo è quella dei figli accompagnati dai genitori. Tutti preoccupati per un anno scolastico in cui le province non potranno garantire la riapertura delle scuole. «Non possiamo fare manutenzione» ha avvertito Antonio Saitta, presidente dell’ Upi (Unione delle Province Italiane), nonché presidente della Provincia di Torino. «Le manovre – ha detto ancora Saitta – hanno ridotto la nostra capacità di investimento del 37%». Un clima di abbandono e di fatiscenza sul quale incombono anche le misure disciplinari previste dal ministro Gelmini. Limite di 50 assenze, pena la bocciatura, e voto di condotta. Ogni strumento è buono per impedire agli studenti la partecipazione ai cortei che si preannunciano numerosi. Vedremo se saranno sufficienti per bloccare la protesta.

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