Tbc, il Tar vuole tutte le carte della Regione
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fonte:
- la Repubblica
Si comincia dalle carte. Tutte, sia quelle preliminari che raccontano l´origine del tavolo di coordinamento creato in Regione per fronteggiare l´emergenza Tbc al Gemelli, sia i verbali delle riunioni che si sono svolte in queste settimane. Entro 15 giorni la Regione Lazio le dovrà consegnare al Tar, come deciso dal consigliere delegato della III sezione quater del tribunale, Giuseppe Sapone. Un´audizione, quella di ieri mattina, durante la quale sono stati ascoltati i legali dell´avvocatura regionale e quelli del Codacons. Proprio i consumatori si erano rivolti al Tar sostenendo l´illegittimità della composizione della commissione regionale d´inchiesta accusandola di «conflitto di interessi». Ora, secondo il tribunale amministrativo, la Regione dovrà depositare «tutti gli atti relativi all´istituzione del Tavolo di coordinamento, ivi compresi i relativi verbali dell´attività da quest´ultimo espletata, da cui si possa evincere l´individuazione dell´arco temporale dell´indagine relativa al contagio di Tbc all´interno del reparto di neonatologia del Gemelli». Con il coinvolgimento del Tar diventano tre gli organismi che indagano sul caso di Tbc che, finora, ha coinvolto quasi 2.000 bambini nati al Gemelli tra gennaio e luglio. La Regione continua ad aggiornare il bollettino dei positivi: con gli altri 13 di ieri (ancora 5 casi tra i nati a gennaio), il totale provvisorio arriva a 109 (nessuno di loro si ammalato come invece è accaduto alla bimba ricoverata al Bambin Gesù). Ma c´è un nuovo inquietante particolare diffuso ieri, ancora una volta dal Codacons. Tra i neonati entrati in contatto col bacillo della Tbc ci sarebbe anche un bambino nato il 27 luglio, due giorni dopo l´allontanamento dell´infermiera dalla quale sarebbe partito il contagio. Questo, per l´associazione, «dimostrerebbe che l´infezione sarebbe perdurata nei locali del policlinico fino a che questi non sono stati chiusi». Anche per questo il Codacons chiede che vengano sottoposti ai test anche i bambini nati dopo il 25 luglio. Gemelli e Regione non commentano. Il policlinico ricorda, ancora una volta, che «la positività al test non indica malattia né contagiosità» e spiega di aver istituito un gruppo di scienziati «per un accertamento e una valutazione» della situazione «al più alto livello di competenza nazionale e internazionale». Un modo per rilanciare e smarcarsi dalle polemiche che lo stanno coinvolgendo. Ieri, in una nota, il Gemelli ha respinto «in piena serenità d´animo e con fermezza l´accusa di aver mentito» ai genitori dei bambini coinvolti, spiegando di aver svolto «controlli rigorosi e di ampiezza straordinaria». Chi si sente «molto rattristata» della vicenda Tbc è la governatrice Renata Polverini che racconta: «È la più grande preoccupazione da quando governo la Regione. Coinvolge tanti, troppi bambini. È un caso senza precedenti ma la struttura organizzativa ha funzionato». Poi, però, ammette: «Il Paese, dal punto di vista della prevenzione, deve applicare in maniera più rigida le linee guida».
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