3 Settembre 2011

Tbc, per i bambini contagiati class action contro il Gemelli

L’ azione sarà condotta da Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia della Camera e madre di Ian, nato il 22 gennaio proprio al Gemelli. È stato sottoposto ai test della tbc ed è risultato negativo. Una class action, per chiedere ragioni e risarcimenti per un caso che è diventato emergenza. Da ieri ancora più rumorosa, perché tra i 96 bimbi contagiati ce ne sarebbe anche uno nato il 27 luglio, due giorni dopo l’ allontanamento dell’ infermiera che aveva involontariamente trasmesso la tubercolosi. L’ ultima, fosca novità sul contagio da tbc nel reparto di neonatologia del Policlinico Gemelli, a Roma. Una vicenda che nel giro di un mese si è gonfiata di pazienti, ansie e domande, senza risposte. A dare spiegazioni dovrebbe essere innanzitutto la Regione Lazio, a cui ieri il Tar ha ordinato di presentare entro due settimane atti e documenti della commissione regionale d’ inchiesta. Un’ altra grana per la presidente Renata Polverini, mentre si affollano le iniziative giudiziarie di genitori e associazioni. Ieri ad annunciare la class action contro il Gemelli di sei coppie è stata l’ avvocato Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia della Camera e madre di Ian, nato il 22 gennaio scorso proprio al Gemelli. Anche lui sottoposto ai test della tbc, a cui è risultato negativo. Ma Bongiorno è ugualmente "sconcertata", come ha spiegato dicevano: "Niente allarmismi". Quando ho chiamato il Gemelli, mi hanno risposto testualmente: non si deve preoccupare, suo figlio è nato a gennaio e lei non può rientrare nelle indagini di approfondimento perché l’ infermiera in questione ha iniziato a lavorare successivamente a febbraio"». Informazione «assolutamente falsa», sottolinea la parlamentare, al Corriere della Sera: «All’ inizio Il nido di un ospedale romano in una foto d’ archivio IL CASO gio Emilia, Graziano Delrio. Prende ora il via la raccolta delle firme, necessarie per la consegna delle leggi in Parlamento. Ci sono sei mesi di tempo per raggiungere l’ obiettivo richiesto delle 50.000 firme in calce a ciascuna delle due proposte di legge, e i promotori – il Comitato nazionale, quelli regionali e comunali che si sono costituiti – stanno pianificando iniziative in tutta Italia. A Roma, nei prossimi giorni, verrà allestito un banchetto dove hanno annunciato la loro presenza esponenti del mondo della cultura, dello spettacolo e della politica. che ora rappresenterà alcuni dei genitori dei bimbi contagiati.Si sono rivolti a lei senza sapere che anche Bongiorno aveva passato notti insonni, da mamma impaurita. Che come avvocato spiega: «Depositeremo una denuncia in procura. Loro nonvogliono solo un’ azione risarcitoria sul piano civile, ma una vera azione penale, con l’ accertamento dei fatti». In serata, la replica del Gemelli: «Non vi è stata alcuna menzogna ai genitori. È fonte di sorpresa che un operatore del nostro ospedale posso aver dichiarato che l’ infermiera ha cominciato a lavorare successivamente a febbraio. Certamente l’ onorevole Bongiorno potrà fornire i nomi dei suoi interlocutori». E i test sui bimbi nati in gennaio? «L’ unità di coordinamento creata dalla Regione ha deciso sulla base dei dati clinici ed epidemiologici». Il Codacons invita Bongiorno «a chiamare alle sue pesanti responsabilità la Regione Lazio». E sfoggia un primo risultato: il Tar regionale, su impulso di un ricorso dell’ associazione, ha ordinato alla Regione di depositare entro due settimane «tutti gli atti relativi all’ istituzione del tavolo di coordinamento, compresi i verbali da cui si possa evincere l’ individuazione dell’ arco temporale dell’ indagine sul contagio». Tradotto, il Tar vuole capire il metodo con cui è stata creata la commissione d’ inchiesta regionale, e perché i test siano stati limitati ai bimbi nati tra gennaio e luglio 2011, senza controllare tutti quelli nati nei due anni e mezzo in cui l’ infermiera positiva al virus ha lavorato al Gemelli. La donna, va ricordato, era positiva alla tbc già nel 2004: lo stesso anno in cui il marito sarebbe stato ricoverato per pleurite tubercolare, sempre al Gemelli. Non basta. Secondo il Codacons, è positivo ai test anche un bimbo nato il 27 luglio, due giorni dopo l’ allontanamento dell’ infermiera. «Ciò dimostrerebbe che l’ infezione è perdurata nei locali del Gemelli sino a quando non sono stati chiusi» afferma l’ associazione. E la Polverini? Ostenta tranquillità per la class action («Ognuno sceglierà il percorso che ritiene») e si difende: «Ho fatto tutto quello che era nelle mie possibilità per sostenere l’ attività del coordinamento».•S.
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