5 Settembre 2011

“Non vogliamo classi pollaio per i nostri figli”

PONTREMOLI. Ancora non è iniziato, ma l’ anno scolastico 2011-12 crea già polemiche e proteste: a elevarle sono i genitori degli alunni iscritti alle prime classi primarie dell’ istituto Tifoni che hanno presentato un esposto al dirigente scolastico. Nel documento, le famiglie contestano la numerosità delle classi, una delle quali composta da oltre 30 alunni, affermano e l’ altra di 28, chiedendo dunque la formazione di una classe in più. "Questo esposto trova il suo fondamento nella sentenza del consiglio di Stato del giugno 2011 – scrivono i genitori – che ha rigettato il ricorso del Ministero dell’ istruzione, accogliendo la class action proposta dal Codacons contro le cosiddette "classi pollaio" ovvero quelle aule nelle quali il numero degli alunni supera i limiti fissati dalla legge. Secondo il Codacons le "classi pollaio" con più di 25 studenti sono un "pericolo per la sicurezza degli alunni e del personale scolastico". Il Ministero dell’ istruzione prima di prevedere classi così numerose deve riorganizzare l’ edilizia scolastica ed evitare la formazione di classe troppo affollate". Poi una nota sulle scuole di Pontremoli "da anni in situazione d’ emergenza: la chiusura degli edifici in via Martiri della Libertà e Marello, ha determinato un accorpamento delle sezioni nel plesso di via IV Novembre, con un sovraffollamento di quest’ ultimo. La composizione numerica delle classi che si vanno a formare aggravano una situazione di pericolosità per il controllo e la supervisione dei minori affidati alla scuola dell’ obbligo, con evidenti ripercussioni sul rispetto delle normative in materia di sicurezza". I genitori auspicano che il dirigente scolastico "faccia tutto quanto possibile per risolvere il problema e sono pronti a presentare ricorso al Tar per far valere i diritti dei propri figli. Da prendere in considerazione anche il dato che la mancata formazione della classe, ha creato ripercussioni occupazionali sia sugli insegnanti che, già inseriti nelle classi di grado successivo sono stati trasferiti ad altri istituti perché perdenti posto, sia tra i collaboratori scolastici. Non si garantisce così alle classi superiori coinvolte la cosiddetta "continuità scolastica": un diritto violato continuamente nelle nostre scuole". E la conclusione: "In questo senso ci si chiede come mai numerose scuole e realtà comunali anche della nostra provincia, grazie a questo orientamento giurisprudenziale riescono a fare classi di 20/22 alunni (anche senza riconoscimenti di soggetti disabili), mentre tutti gli anni al Tifoni le sezioni si accorpano con conseguenze negative prima di tutto sulle basi formative e relazionali dei nostri bimbi".
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