5 Settembre 2011

L’ anno scolastico al via tra caro-libri e polemiche

ROMA Ultima settimana di vacanza per i quasi 8 milioni di studenti italiani: dal 12 settembre si torna in classe, anche se qualche scuola apre prima. Ma quello che si profila sarà un inizio anno "bollente", non esente da polemiche: dal caro -ibri alle classi ghetto, dal problema dell’ edilizia scolastica alle manifestazioni di piazza, genitori, studenti e lavoratori della scuola sono pronti a dar battaglia. Nella maggior parte delle regioni la prima campanella suonerà lunedì 12 settembre. Partono con ritardo invece Campania e Toscana (14 settembre); Sardegna, Puglia e Sicilia (15 settembre); Abruzzo, Basilicata ed Emilia Romagna (19 settembre). Per effetto dell’ autonomia scolastica c’ é anche chi comincia in anticipo, cioé già oggi (un esempio per tutti lo storico liceo classico romano Torquato Tasso) o nei giorni immediatamente successivi.Oltre alle proteste dei precari (tra Ragusa e Palermo in sei sono in sciopero della fame da sei giorni e ieri, il gruppo di Ragusa, è finito all’ ospedale), ad alzare le barricate ci stanno pensando anche gli studenti, che annunciano manifestazioni di piazza il 7 ottobre.Genitori e associazioni di consumatori hanno invece alzato la voce sul caro-libri. Un’ indagine dell’ Adiconsum denuncia che in più della metà delle classi delle scuole superiori sono stati sforati i tetti di spesa previsti dal ministero dell’ Istruzione. L’ Associazione dei genitori italiani chiede almeno che la spesa dei libri di testo sia deducibile, mentre il ministro dell’ Istruzione, Mariastella Gelmini, ha promesso sanzioni «attraverso una riduzione del trasferimento dei fondi» alle scuole che non rispettano il tetto di spesa. Il Codacons stima che quest’ anno per mandare i figli a scuola, le famiglie spenderanno l’ 8% in più, tra libri e corredo scolastico. E mentre c’ é chi va a caccia dell’ affare su internet (in aumento le vendite su e-Bay), Federcartolai propone un kit contro il caro prezzi: con 19.90 euro si possono acquistare zaino, astuccio e cancelleria varia. L’ associazione dei contribuenti italiani Contribuenti.it ha poi posto l’ accento sull’ annoso problema dell’ edilizia scolastica: due scuole su tre non sono a norma e devono essere messe in sicurezza. Il tutto mentre a Milano si protesta per la "classe ghetto" della scuola primaria di via Paravia, bloccata sul nascere dal ministro dell’ Istruzione Gelmini: troppo pochi gli alunni e soprattutto tutti stranieri. Ieri il ministro ha ribadito che «gli alunni sono già stati sistemati in altri plessi a 500 metri di distanza» e che «per favorire l’ integrazione reale serve la presenza di studenti italiani e stranieri». Sullo sfondo, poi, la scure della manovra. Gelmini ha assicurato che i tagli non riguarderanno la scuola, ma il Ministero. Famiglie, studenti e lavoratori temono lo stesso per il futuro. E inoltre mancano i presidi, punti di riferimento per gli istituti: il concorso è in atto e in molte scuole ci sono solo reggenze. (Ansa)
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