2 Settembre 2011

Libri scolastici, è il solito collasso Nessuna traccia delle versioni digitali

Libri scolastici, è il solito collasso Nessuna traccia delle versioni digitali
 

COMO – Dei libri digitali non c’ è traccia, in compenso il tetto massimo di spesa fissato dal ministero per i testi scolastici viene puntualmente superato. Tra dieci giorni si torna in classe e migliaia di famiglie sono alle prese con una doppia beffa. Infatti, come se non bastasse il solito salasso per l’ acquisto dei libri, anche quest’ anno – a dispetto degli annunci trionfali arrivati dal dicastero dell’ Istruzione già nel 2009 – nelle aule degli istituti comaschi non farà capolino il famoso «e-book», la soluzione tecnologica che, stando alle promesse, avrebbe dovuto abbattere del 30% la spesa annua per i testi obbligatori, oltre ad alleggerire gli zaini degli alunni. «Per ora sono partite soltanto alcune sperimentazioni in un numero limitato di scuole, ma non in provincia di Como – spiega Pietro Mario Gini, dell’ Ufficio scolastico territoriale – Noi abbiamo organizzato un convegno l’ anno scorso sul tema dell’ e-book, è una prospettiva interessante ma serve tempo e servono, soprattutto, appositi finanziamenti statali. Al momento siamo fermi ad iniziative come l’ utilizzo del pc portatile da parte di tutti i ragazzi delle medie, c’ è un progetto a San Fermo ma si tratta comunque di un supporto aggiuntivo rispetto al libro di testo e non sostitutivo». Da un lato il ministero non investe, dall’ altro i libri digitali (consultabili con appositi lettori, tablet, computer o palmari) non piacciono alle case editrici, molto restie ad abbandonare un mercato sicuro come quello dei volumi destinati agli studenti. E così si prosegue con la carta. Secondo il Codacons, peraltro, quest’ anno una famiglia media ha speso per i libri destinati ai figli l’ 8% in più rispetto al 2010. Mentre un’ indagine di Adiconsum stima che, al nord, nel 62% dei casi sia stato superato il tetto di spesa fissato dal ministero (con il decreto 43 del 10 maggio scorso) per ogni singolo anno e tipologia di istituto. In teoria, è consentito oltrepassare la cifra indicata solo fino a un massimo del 10% e solo a patto che il collegio docenti motivi la scelta e il consiglio d’ istituto la approvi. Per le scuole medie, il tetto è fissato a quota 290 euro per il primo anno, 115 euro per le seconde, 130 per le terze. Mentre alle superiori il limite è molto diverso a seconda della scuola frequentata (più alto per i licei e i tecnici, più basso per gli istituti professionali, come chiarisce la scheda in questa pagina). Secondo le associazioni dei consumatori, però, i tetti vengono spesso ignorati, dal momento che non sono previste sanzioni per i trasgressori. Leggi l’ approfondimento su La Provincia in edicola venerdì 2 settembre © riproduzione riservata.
 

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