“Mia moglie si ammalò al Gemelli eppure ora le danno dell´untrice”
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fonte:
- la Repubblica
ROMA – «Dove si è ammalata mia moglie? Credo proprio al Gemelli, quando, fino a un anno e mezzo fa, lavorava nel reparto di fisiopatologia respiratoria. Oppure fa comodo soltanto dire che lei ha contagiato quei bambini? E quando ad ammalarci in ospedale siamo noi infermieri?». Dopo giorni di polemiche, accuse, rivelazioni, smentite e silenzi, parla per la prima volta M.P., il marito dell´infermiera del Gemelli dalla quale sarebbe partito il contagio di Tbc che ha coinvolto, finora, quasi 2000 bambini con 96 casi risultati positivi al test. Seduto nel soggiorno del suo appartamento si sfoga e racconta le ultime settimane vissute nell´occhio del ciclone: «Noi non siamo né Totti né Del Piero. Siamo gente che lavora. Quest´attenzione non ci fa bene. Già faccio fatica ad andare al bar». Ce l´ha col Codacons che da giorni centellina informazioni personali su di lui e su sua moglie. «Vogliono mettere le nostre facce sul cartello Wanted?». I consumatori, intanto, hanno segnato un primo punto. Questa mattina, davanti al Tar, proprio dopo il ricorso d´urgenza presentato dal Codacons, dovrà presentarsi la Regione Lazio. Sotto la lente dei giudici amministrativi finirà la commissione nominata dalla governatrice Renata Polverini che sta indagando sulla vicenda. Per l´associazione, l´organismo è illegittimo perché «emerge il conflitto di interesse generato dal fatto che la stessa, così come composta, non potrà esercitare i poteri in modo autonomo». Del Tar, però, M.P. non si cura. E continua il suo racconto: «Mia moglie è dispiaciuta. Non vede nostro figlio da oltre un mese. Però migliora. E tra qualche settimana verrà dimessa». In questi giorni, sia l´uomo sia il figlio della coppia si stanno sottoponendo alla profilassi anti Tbc. «Ma non siamo contagiosi». Lui lavora come operatore sociosanitario ma non, com´era stato detto in un primo momento, in una struttura collegata al Gemelli. È stata malato nel 2004, «ma di pleurite tubercolare non contagiosa, la cartella clinica ce l´hanno i pm», spiega. Anche sua moglie, nel 2005 era risultata positiva al test della Tbc ma, sostiene l´uomo, «solo perché aveva fatto il vaccino». Per M.P. l´infermiera si è ammalata quando lavorava in un altro reparto, fisiopatologia respiratoria: «Lei sa in che condizioni lavoriamo, sempre a contatto coi malati, spesso cronici?». Forse era necessario qualche controllo periodico? «Non conosco quali codici il Gemelli sia tenuto a rispettare per i controlli interni ma non credo ci siano grosse responsabilità da parte delle strutture sanitarie». E poi ci sono i 96 bimbi positivi. «Per loro ci dispiace da morire ma non penso che i nati a gennaio siano venuti a contatto col bacillo a causa di mia moglie. Magari l´hanno preso altrove».
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