Tbc, 96 i casi trovati È giallo sul marito dell’ infermiera
ROMA Si sono conclusi dopo 12 giorni e 96 positività i test sui bambini nati al policlinico Gemelli tra gennaio e luglio 2011 e presumibilmente entrati in contatto con l’ infermiera malata di tubercolosi che lavorava nel nido del nosocomio, ed ora è ricoverata allo Spallanzani. La donna era positiva all’ infezione in un periodo «tra il 2004 ed il 2005». In totale sono state effettuate 1.358 visite di cui sono pervenuti 1.128 risultati, con una media di casi positivi pari all’ 8,5%. La positività, come precisa l’ Unità di coordinamento della Regione Lazio, non significa comunque malattia, ma soltanto l’ avvenuto contatto con il bacillo. Per tutti i neonati ed i loro genitori è stata avviata la profilassi che evita il rischio di sviluppare la malattia . La fase di monitoraggio continuerà, anche presso l’ ospedale Bambin Gesù. Ma la conclusione dei test non riesce a gettare acqua sul fuoco della polemica, che vede in prima linea il Codacons. Secondo l’ associazione di Carlo Rienzi, la causa principale della malattia dell’ infermiera è da rintracciarsi nel marito, anche lui infermiere e già malato di tubercolosi nel 2004. Secondo il Codacons l’ uomo avrebbe lavorato a Villa Speranza, una struttura collegata al Policlinico Gemelli che ha però smentito. Ieri è stato ascoltato dai militari anche il primario di neonatologia del Gemelli. Oggi il Tar del Lazio ha convocato il Codacons e la Regione Lazio per un’ audizione. Per il Codacons la Commissione guidata dalla Polverini è illegittima per «il conflitto d’ interesse tra controllore e controllato».
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