Tbc al Gemelli, altri 10 bimbi positivi
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fonte:
- la Repubblica
Dieci nuovi positivi in un giorno solo. E’ il record da quando, una settimana fa, sono iniziati i test sui bambini nati al Gemelli per verificare la presenza del bacillo della tubercolosi. Il bollettino, così, si aggiorna a 34 casi in totale. Nessuno di loro, sottolineano dall´unità di coordinamento dell´emergenza messa in piedi alla Regione Lazio, ha sviluppato la malattia. Su un caso, invece, continuano gli esami. E’ quello di una bambina nata a marzo al Gemelli e ricoverata da metà luglio al Bambin Gesù. Lei la tubercolosi l´ha sviluppata e gli infettivologi sono in attesa dei risultati degli esami per poter confrontare il ceppo della malattia con quello dell´infermiera che per prima si è ammalata e dalla quale dovrebbe essere partito il contagio. Per ora, però, mentre i medici sono in cerca di certezze, vista l´alta presenza di malati nei primi mesi dell´anno, si è deciso di allargare il campo dei controlli anche a 208 bambini nati a febbraio. E se sarà necessario, i test arriveranno a comprendere anche i nati precedentemente. Con la necessità, a quel punto, di trovare la causa primaria del contagio, visto che sembra difficile immaginare che l´incubazione dell´infermiera possa risalire così indietro nel tempo. Da Lourdes, dove si trova in visita privata, la governatrice Renata Polverini, non sembra sorpresa del numero elevato di positivi: «Siamo sotto la media: esperti mi parlavano di una percentuale attesa di positivi del 10-12%, noi siamo al 6%». La Polverini ha parlato del caso tbc con il cardinale vicario di Roma Agostino Vallini, anche lui a Lourdes. La governatrice, insieme ai medici, insiste a segnalare come «la positività al test non significa malattia ma solo l´avvenuto contatto con il bacillo». Le mamme, però, continuano ad essere preoccupate. Gianni Rezza, infettivologo dell´Istituto superiore di Sanità spiega che «i rischi del passaggio dall´infezione alla malattia sono molto bassi e che, con la profilassi questo rischio dovrebbe tendere allo zero». Intanto, però, il Codacons è pronto a presentare una denuncia contro il policlinico Gemelli. «Tutti i familiari dei bambini che sono stati a rischio di contagio, anche se non lo hanno subìto, possono chiedere danni al Gemelli per la paura e il rischio corso». Proprio per questo il Codacons e l´associazione Articolo 32 metteranno a disposizione dei genitori uno staff di medici e legali. Inoltre le due associazioni chiedono alla procura di Roma (che ha già aperto un fascicolo sul caso) di agire «sia contro il Gemelli come ente responsabile civile dei fatti, sia contro il medico responsabile del reparto che non poteva non sapere che l´infermiera coinvolta nella vicenda (se effettivamente è stata lei la causa del contagio) stava male».
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