Tubercolosi, altri 22 casi, il totale sale a 79
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fonte:
- Corriere della Sera
Da 57 passano a 79. I bimbi risultati positivi al test della tubercolosi sono altri 22. Si tratta di 17 maschi e di 5 femmine, nati a gennaio (1), febbraio (10), marzo (4), aprile (3), maggio (2) più giugno e luglio (uno e uno). I risultati pervenuti ad oggi riguardano 996 test e parlano di una media del 7,9 per cento di positività. Solo ieri poi erano stati richiamati 266 bimbi di gennaio, che hanno portato il totale dei neonati da controllare a 1.745. A questo punto, visti i test, ci si chiede quanto si debba andare a ritroso nel 2010. «E forse – ha spiegato Costantino Romagnoli, direttore della Neonatologia del Gemelli – si dovrà tenere conto anche della bimba ricoverata al Bambino Gesù, l’ unica malata di tubercolosi. Anche se non c’ è ancora la certezza matematica che si sia infettata al nido». Per avere una conferma in tal senso bisognerà attendere i risultati dei test genetici sul Dna dei due batteri (quello dell’ infermiera e quello della piccola Serena), che arriveranno presumibilmente tra un paio di settimane. Dal canto suo, il Codacons, che ha già raccolto decine di denunce dei genitori di bimbi positivi, non si ferma: annuncia, contro il Gemelli, una denuncia per «epidemia e disastro colposo» e svela dettagli sull’ infermiera e su suo marito, comprese le generalità. Anche lui affetto da Tbc nel 2004. E anche lui, sembrerebbe, infermiere. «Secondo indiscrezioni raccolte dal Codacons, avrebbe lavorato come operatore socio-sanitario presso Villa Speranza (come per altro anticipato ieri dal Corriere, ndr ), struttura connessa al Gemelli e dedicata alla cura dei malati oncologici – ha annunciato il presidente, Carlo Rienzi – e poi avrebbe preso parte a un concorso nella Asl Roma B». Ipotesi che viene rigorosamente smentita dall’ ospedale. Ma, che lavori in una struttura privata viene confermato anche dagli inquirenti della Procura che ieri allo Spallanzani hanno ascoltato l’ infermiera al centro dell’ allarme Tbc. Un colloquio riservato del procuratore aggiunto Leonardo Frisani e del sostituto Alberto Pioletti (che per precauzione indossavano mascherine protettive), ma da cui sarebbe emersa la conferma di un’ assenza di screening recenti sui dipendenti e «una gestione perlomeno confusa delle misure di prevenzione». Eppure, i dettagli rivelati (identità e lavoro dell’ uomo), continuano dal Codacons, sarebbero indispensabili «per effettuare accertamenti su chi ha avuto contatti con il soggetto, in modo da delimitare una possibile epidemia». Il nocciolo della questione, a questo punto, sta però nella querelle sulla contagiosità o meno della pleurite tubercolare, di cui il marito dell’ infermiera è stato malato nel 2004: il Codacons sostiene che ci sia, mentre medici ed esperti smentiscono, sostenendo che solo le lesioni nei polmoni rendono la Tbc contagiosa, e non l’ infezione circoscritta nella pleura. E se il presidente della commissione Politiche sanitarie di Roma Capitale, l’ immunologo Ferdinando Aiuti, ha richiesto i dati sull’ infezione nei neonati per avviare – se necessario – tutte le misure preventive negli asili nido comunali, il caso approda perfino in Parlamento. Il deputato Enrico Gasbarra (Pd) ha infatti annunciato che invierà «un’ interrogazione urgente al ministro Fazio per capire il quadro generale dell’ epidemia, ma anche per sapere quali misure il ministero e la Regione Lazio vogliano mettere in campo per affrontare la questione con la massima serietà e rigore. Senza allarmismi e senza sminuire quanto sta accadendo». RIPRODUZIONE RISERVATA.
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