“Sofferenze” in aumento dal 2006: un debito è per sempre
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fonte:
- Il Fatto Quotidiano
"Questo anello era di mia nonna". Lucia ha salito e sceso dieci volte le scale del banco dei pegni di via Orefici a Genova. Alla fine si è guardata intorno per assicurarsi che nessuno la vedesse ed è entrata: "Non avrei mai detto che sarei finita qui", sussurra. Già, lei impiegata di una grande industria, con una famiglia solida alle spalle. "Ma poi sono rimasta a spasso e siamo diventati… poveri". Il "gorgo", come lo chiama lei, è iniziato "quando abbiamo fatto la sciocchezza di chiedere un finanziamento. Adesso eccomi a raschiare il fondo del barile per pagare la rata arretrata. Sennò mi portano via la casa". Le storie degli italiani indebitati spesso finiscono in questi luoghi anonimi, dove si guarda per terra, non ci si fanno domande, come nell’ aula del Tribunale Civile di Milano. A ogni udienza vengono discusse decine di cause tra le banche e chi non riesce a pagare il mutuo. Sofferenze, si chiamano così tecnicamente, per indicare i prestiti non pagati alla scadenza. Strana parola, viene da pensare guardando il volto di Lucia. Sì, davvero sofferenze. Se ne parla poco, ma ormai toccano migliaia di famiglie, basta guardare una delle tante televisioni private: le pubblicità di chi acquista oro si moltiplicano. A vendere sono persone in difficoltà, messe in ginocchio magari da finanziamenti (talvolta con tassi molto, troppo alti). Impressioni confermate dai dati di Bankitalia, dell’ Unione Europea, delle associazioni dei consumatori come Adusbef e Codacons. Le sofferenze delle famiglie italiane che hanno fatto ricorso a finanziamenti sono passate dal 17% del 2006 al 25% del 2010 con un aumento del 46,9% (+12,2% nei confronti delle banche e addirittura +88,8% per chi si è indebitato con società finanziarie). Si chiedono finanziamenti per le case, per l’ acquisto di auto ed elettrodomestici Nel marzo 2011 l’ ammontare del credito al consumo era di 110 miliardi (57,4 nei confronti delle banche e 53,5 verso le finanziarie). Ma la boccata di ossigeno del prestito poi rischia di soffocarti. Pesano, come ricorda Mauro Novelli, segretario Adusbef, interessi superiori alla media europea: "Secondo la Banca Centrale Europea 1,24% in più per i crediti al consumo e 0,69% per i mutui". Insomma, la crisi si incontra nella vita quotidiana si riflette nei bilanci delle imprese e delle famiglie: "Le sofferenze pesano su tutti i settori", racconta Roberto Grassa, amministratore delegato di CreditAgri Italia, finanziaria mutualistica che opera nell’ agricoltura. Aggiunge: "Nel commercio le sofferenze sono passate dal 5% del 2008 al 7% di oggi. Nel settore delle costruzioni siamo al 7% (dal 5,5%), mentre l’ industria è arrivata al 6% (tre anni fa, prima della crisi, non superava il 4%)". Grassa spiega: "Salgono le sofferenze, ma spesso calano i finanziamenti". Perché? "Spesso anche le banche hanno difficoltà a trovare liquidità. Con un duplice effetto, da una parte comprano denaro dagli istituti esteri facendo aumentare gli interessi. Dall’ altra tendono a finanziare soltanto chi – imprese o famiglie – offre garanzie immobiliari o economiche consistenti". Insomma, chi ha poco denaro stenta a trovare chi gli offre prestiti, mutui o finanziamenti. E la famiglie che hanno bisogno di denaro si aggrappano dove possono. Magari accettando tassi impossibili. Novelli, segretario Adusbef, ricorda: "Servono maggiore chiarezza nei contratti, indicazioni comprensibili dei contratti accessori al prestito (le polizze vita), divieto di inserire clausole che impongano al consumatore di riservare parte del finanziamento alla costituzione di un pegno". Intanto i morosi sono ogni giorno di più. Secondo i dati Adusbef-Federconsumatori, "le sofferenze nei mutui sono aumentate nel 2010 del +31,8%: su 3 milioni e 600 mila mutui superano quota 350mila. I pignoramenti sono passati dai 21mila del 2009 ai 28mila dell’ anno scorso"
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