INFERMIERA CON TBC: CODACONS, EPIDEMIA E DISASTRO COLPOSO
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fonte:
- Ansa
ASSOCIAZIONE, MARITO LAVORAVA IN STRUTTURA CONNESSA AL GEMELLI
ROMA
(ANSA) – ROMA, 31 AGO – Epidemia e disastro colposo. Sono i reati per i quali il Codacons ha chiesto ai pm romani di procedere nell’ambito dell’inchiesta sulla positività alla tbc di numerosi bimbi nati nel policlinico Gemelli di Roma, dove operava un’infermiera affetta da tubercolosi. Secondo quanto è emerso dall’ultimo bollettino reso noto ieri sera dalla Regione Lazio, finora sono 57 i bimbi nati al Gemelli risultati positivi al test della Tbc. Secondo il Codacons, "proprio l’elevato numero di soggetti ad oggi risultati positivi ai controlli (ben 150) – è scritto in una nota – escludono la fattispecie di lesioni colpose: i reati per cui procedere sono quelli di epidemia e di disastro colposo", motivo per cui l’associazione "ha presentato in tal senso oggi una formale richiesta ai Pm che indagano sulla vicenda e alla Procura Generale presso la Corte di Appello di Roma". Si legge nella richiesta dell’associazione: "Affinché il reato di epidemia si configuri è necessario che la condotta, consistente nella diffusione di germi patogeni, cagioni un evento definito come la manifestazione collettiva di una malattia infettiva umana che si diffonde rapidamente in uno stesso contesto di tempo in un dato territorio, colpendo un rilevante numero di persone". E’ altresì configurabile il reato di disastro colposo – prosegue la nota – in vista di "un avvenimento grave e complesso con conseguente pericolo per la vita e l’incolumità di persone indeterminatamente considerate al riguardo". Il Codacons, presieduto da Carlo Rienzi, comunica inoltre che, dopo la costituzione di parte civile attraverso gli avvocati Alessia Stabile e Claudio Coratella, e utilizzando la legge sulle informazioni difensive, "ha convocato per il 14 settembre prossimo sia la Governatrice Renata Polverini, alla quale verranno poste domande sul caso tbc e sulla gestione delle emergenze sanitarie nel Lazio da parte dell’ente, sia il marito dell’infermiera del Gemelli, M.P., al fine di avere esatte informazioni sui reparti e sugli ospedali presso i quali lo stesso ha lavorato come infermiere, prima, durante e dopo la malattia contratta". L’associazione precisa che, secondo alcune indiscrezioni raccolte, il marito dell’infermiera avrebbe lavorato come operatore socio-sanitario presso una "struttura connessa al Policlinico Gemelli" e "avrebbe preso parte ad un concorso presso la Asl Rm B". L’ipotesi che il marito dell’infermiera, il quale, secondo l’associazione, avrebbe avuto nel 2004 la pleurite tubercolare, avesse lavorato al Gemelli o in strutture ad esso collegate, era stata però esclusa ieri, secondo quanto si era appreso da fonti sanitarie.(ANSA).
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