Allarme Tbc – Il Codacons contesta la commissione-Polverini.
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fonte:
- Corriere di Viterbo
Codacons sul piede di guerra contro il Gemelli Altri 18 neonati positivi al test della tbc come da bollettino di martedì riferiti ai risultati dei 300 test effettuati nelle giornate di venerdì e sabato scorsi. Salgono così a 52 i casi dei bimbi nati al policlinico Gemelli di Roma, dove lavora l’ infermiera affetta da tubercolosi, e risultati positivi al test della tbc. Complessivamente, come dati certi in base a riscontri clinici riferiti a martedì, sono state effettuate 917 visite e test di cui sono pervenuti 729 risultati, dei quali 52 emersi come positivi, con una media di 7,13%. Riguardo i nuovi 18 casi di esami positivi, si tratta di 11 maschi e 7 femmine. Cinque dei bambini positivi sono nati nel mese di febbraio, 2 nel mese di marzo, 2 nel mese aprile, 3 nel mese di maggio, 5 nel mese di giugno e 1 nel mese di luglio L’ Unità di coordinamento, attraverso i suoi esperti, ricorda che la positività al test non significa malattia ma esprime l’ avvenuto contatto con il bacillo. Pertanto, anche sui nuovi 18 neonati positivi sono stati già programmati ulteriori controlli e sarà proposta la profilassi prevista dal protocollo predisposto dall’ Unità di coordinamento regionale. Per la giornata di ieri sono stati fissati ulteriori 155 controlli e entro il 31 agosto tutti i bambini interessati saranno stati sottoposti a visita e test, come previsto dal protocollo medico. Monta intanto la protesta dei consumatori. Il marito dell’ infermiera con la TBC aveva la pleurite tubercolare come ha denunciato il Codacons nell’ esposto che è sul tavolo del Procuratore capo della Repubblica di Roma e del presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. “Ciò significa – afferma il Codacons – che la Tbc addirittura dai polmoni, dove si trovano normalmente i bacilli nei bronchi e nei bronchioli, si era diffusa anche alla pleura. La Tbc alla pleura, quindi, dimostra la forte aggressività della malattia, molto contagiosa. Erano, quindi, sette anni che la situazione era a rischio. Sarebbe bene – aggiunge polemicamente il Codacons – che la Polverini, quindi, confessasse dove lavorava anche il marito dell’ infermiera, prima che sia il Codacons a rivelarlo facendole fare una nuova pessima figura”. "Come è possibile – dichiara il presidente del Codacons Carlo Rienzi – che il sistema di profilassi e comunicazione obbligatoria di tali malattie che il Servizio sanitario nazionale dovrebbe avere non ha così clamorosamente funzionato. Ora non resta che controllare tutte le migliaia di bambini e genitori che hanno frequentato ospedali e reparti in cui soggetti infetti hanno prestato servizio”. Ora la Magistratura dovrà acquisire le richieste di congedo per malattia dei due, per capire se era possibile conoscere il loro grave stato di infettività. Intanto ieri è stato notificato alla Polverini il ricorso al Tar del Codacons che contesta la commissione, formata di soggetti gestiti dal Ssn ossia dalla Regione stessa. Nel ricorso si chiede che la commissione sia integrata da sanitari di fiducia delle famiglie e della sanità militare, a garanzia di imparzialità e indipendenza.
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