Tbc al Gemelli, l’ attacco del Codacons: “Lì la situazione era a rischio da 7 anni”
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fonte:
- Corriere.it
IL CASO – SALITI A 52 I BAMBINI POSITIVI AL TEST Tbc al Gemelli, l’ attacco del Codacons: "Lì la situazione era a rischio da 7 anni" L’ associazione dei consumatori: il marito dell’ infermiera malato molto contagioso. Gli esami si allargano anche ai nati in gennaio. Interrogati 4 funzionari dell’ ospedale ROMA – Controllare "tutte le migliaia di bambini e genitori che hanno frequentato ospedali e reparti in cui soggetti infetti hanno prestato servizio". Lo chiede il Codacons a proposito della vicenda dell’ infermiera del nido del policlinico Gemelli malata di tbc, da cui sono partiti i controlli sui neonati, 52 dei quali sono risultati finora positivi ai test. "Il marito dell’ infermiera con la Tbc – spiega il Codacons – aveva avuto la pleurite tubercolare". Ma il Gemelli sostiene di non averne mai saputo nulla. L’ ingresso del Gemelli (Eidon) "CONDIZIONE A RISCHIO DA ANNI" – Secondo il Codacons, che ieri ha presentato un esposto alla procura della Repubblica per segnalare che il marito dell’ infermiera nel 2004 avrebbe avuto la Tbc, il fatto che avesse avuto la pleurite polmonare , "significa che la Tbc addirittura dai polmoni, dove si trovano normalmente i bacilli nei bronchi e nei bronchioli, si era diffusa anche alla pleura. La Tbc alla pleura dimostra la forte aggressività della malattia, molto contagiosa. Erano, quindi, sette anni che la situazione era a rischio. Sarebbe bene che la Polverini, quindi, confessasse dove lavorava anche il marito dell’ infermiera, prima che sia il Codacons a rivelarlo facendole fare una nuova pessima figura". Il presidente del Codacons Carlo Rienzi si chiede come sia possibile "che il sistema di profilassi e comunicazione obbligatoria di tali malattie che il Ssn dovrebbe avere non ha così clamorosamente funzionato". L’ INDAGINE – Quale sono le procedure di controllo messe in atto dal Policlinico Gemelli per accertare le condizioni di salute dei propri dipendenti? È questo l’ interrogativo che è stato posto dagli inquirenti della Procura di Roma a 4 funzionari dell’ ospedale, ascoltati martedì come testimoni nell’ ambito dell’ inchiesta sul caso dell’ infermiera affetta da Tbc. L’ aggiunto Leonardo Frisani e il pm Pioletti vogliono capire quali sono i metodi e i meccanismi interni del Policlinico. I magistrati, sulla base di quanto acquisito e ricostruito dal Nas dei carabinieri, stanno anche verificando se il personale del reparto neonatale, dove sarebbe avvenuto il contagio, è sottoposto a particolari controlli. Secondo quanto si è appreso gli investigatori vogliono capire se la donna è stata sottoposta di recente a visite di controllo o almeno quelle previste dalla normativa sulla sicurezza sui posti di lavoro. Al momento il fascicolo è senza ipotesi di reato e senza indagati, mentre nei prossimi giorni sarà ascoltata la stessa infermiera. Al momento, infine, non risulta che siano giunte in Procura denunce da parte dei familiari dei piccoli risultati positivi ai test. Renata Polverini (foto Eidon) ESPOSTO IN PROCURA – Per l’ associazione, "è un gravissimo atto di accusa contro la Regione e la Asl la dichiarazione diffusa ieri dal Gemelli secondo cui non gli sarebbe stato comunicato nulla della malattia del marito. Ora la magistratura dovrà acquisire le richieste di congedo per malattia dei due, per capire se era possibile conoscere il loro grave stato di infettività". Intanto martedì è stato notificato alla Polverini il ricorso al Tar del Codacons "che contesta la Commissione, formata di soggetti gestiti dal Ssn ossia dalla Regione stessa. Nel ricorso si chiede che la Commissione sia integrata da sanitari di fiducia delle famiglie e della sanità militare, a garanzia di imparzialità e indipendenza".
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