31 Agosto 2011

“Troppi casi, qualcosa non ha funzionato”

  "Troppi casi, qualcosa non ha funzionato"

 

 
 
 
Che nella macchina dei controlli qualcosa non avesse funzionato, è un´ipotesi che i magistrati di piazzale Clodio avevano avanzato fin dall´inizio. Da quando, con l´allarme tubercolosi scattato al Gemelli per la vicenda dell´infermiera affetta da Tbc, si era già registrato il primo caso di possibile contagio. E ora che il bollettino dei neonati positivi al test aumenta ogni giorno toccando quota 57, e adesso che il Codacons denuncia una situazione "a rischio" già da sette anni tra le mura del policlinico capitolino e la relazione dei Nas evidenzia come l´infermiera non sia stata visitata in tempi così recenti, l´attenzione degli inquirenti sembra concentrarsi principalmente su questo aspetto. Tra i controlli periodici previsti dal protocollo per garantire lo stato di salute del personale medico, appare sempre più evidente che qualche passaggio non è stato rispettato. Ancora nessun indagato, sottolineano dalla procura, dove ieri sono state ascoltate, come persone informate sui fatti, quattro dirigenti, tra medici e amministrativi, del Gemelli. L´aggiunto Leonardo Frisani e il pubblico ministero Alberto Pioletti hanno chiesto loro di spiegare a quali visite devono essere sottoposti i dipendenti, quali sono i meccanismi e la frequenza previsti dalla normativa interna. E soprattutto se il personale di un reparto delicato come quello neoanatale, dove sarebbe avvenuto il contagio, è soggetto a ulteriori controlli. Aspetti che i magistrati stanno valutando, insieme all´informativa consegnata dai carabinieri del Nas, incaricati di acquisire tutta la documentazione dell´ospedale. Cartelle cliniche, referti medici e turni presenze che ora sono sul tavolo degli inquirenti e dai quali emergerebbe che l´infermiera affetta da tbc risulta sì essere vaccinata per la stessa tubercolosi ma, in tempi recenti, non sarebbe stata sottoposta a visite. Delle omissioni, dunque, ci sarebbero state. Non è ancora chiaro il periodo, dettaglio fondamentale per fare il punto sulle operazioni di verifica e prevenzione e sulla possibilità di estendere ulteriormente i test. Nei prossimi giorni, ma forse già oggi, dovrebbe essere ascoltata anche l´infermiera, ricoverata in terapia allo Spallanzani. Da una stanza fornita di uno speciale vetro di protezione la donna dovrà spiegare quando e come si sono sviluppati i primi sintomi della patologia.
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