Aspiranti medici Cinquemila test in novanta minuti
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fonte:
- Corriere della Sera
Alla fine i più agitati erano i genitori. Famiglie arrivate da mezza Italia per sostenere i figli impegnati nel test d’ ingresso alla facoltà di Medicina della Cattolica. Traffico in tilt, ieri, attorno al Policlinico Gemelli. Oltre 5 mila, su 7333, i candidati che hanno sostenuto la temuta prova a Roma. «Incredibile – commenta il preside di Medicina, Rocco Bellantone – dai ragazzi nessuna rimostranza, i genitori invece sono andati completamente nel pallone». Preoccupati per «la lunga attesa e il caldo»: «Ma c’ è l’ aria condizionata nelle tensostrutture?» chiosa una mamma. Sì, c’ era. Eppoi, in tanti, hanno manifestato «una netta contrarietà alle prove d’ ingresso». «Togliere i test a Medicina – risponde il preside Bellantone – significa tornare indietro di anni, quando avevamo più medici di tutta Europa, e molti di questi non avevano visto mai un malato: purtroppo c’ è da fare una selezione». E la forbice, continua Bellantone, si fa anche «chiedendo ai ragazzi di rispondere rapidamente: in 90 minuti». Intanto il Codacons avverte: «Stiamo preparando una class action contro i test, lesivi del diritto allo studio». Il compito alla Cattolica si è svolto senza particolari impasse. «L’ unico disagio è stato all’ ingresso – spiega il preside Bellantone – per l’ identificazione, data l’ alta affluenza». Centoventi le domande: 90 di logica, il resto divise tra chimica (10), fisica (7), biologia (7) e inglese (6). La logica (concatenativa) ha messo alla prova i ragazzi: «Se una lumaca è in un pozzo profondo 23 metri, e sale 5 metri di giorno e scende 4 metri di notte: quanti giorni impiega per risalire?». E sequenze alfanumeriche, sillogismi, insiemistica. Qualche studente ha provato, ça va sans dire, a sbirciare il foglio del vicino. Ma i controlli erano serrati, e i test prevedevano 7 mila diverse combinazioni. C’ è chi confida di aver lasciato «molti quesiti in bianco». Alcuni, non tutti: «Non era difficilissimo – dice Cristina Bertucci, 18 anni – Il tempo a disposizione però è poco. Ho compilato solo le domande sicure, 70, più si sbaglia e più diminuisce il punteggio». Stessa strategia per Adriano Ciacci, 18 anni, di Catanzaro: «Ho saputo rendere al meglio sulla logica – sottolinea Adriano – Alla maturità ho avuto 100, e ho risposto a 85 domande. Speriamo bene». Molti studenti oggi tentano anche un’ altra carta: «Vado a provare al San Raffaele di Milano – conferma Adriano – E poi il 5 settembre alla Sapienza». Se dovesse andare male Adriano proverà infine l’ università di Catanzaro. Come farà la collega Chiara Anania, 19 anni: «Mal che va mi scriverò a farmacia». E’ senza sosta il peregrinare degli aspiranti medici. «Anche io proverò alla Sapienza – conferma Clemente Caria, 18 anni, di Roma – Non so come è andata, le domande in inglese sicuramente bene, per la logica forse serviva più di tempo vista la mole dei quesiti». A test concluso i ragazzi si confrontano sulle risposte: «L’ avete fatta quella sulla tripletta di basi azotate?». Dubbi e speranze: «Le domande su biologia, chimica e fisica erano fattibili – commenta Chiara Montuori, 19 anni, di Roma – Certo il tempo è strettissimo». E adesso? Non resta che aspettare: già da oggi si avranno i risultati degli scritti. I 600 ragazzi con il punteggio più alto potranno sostenere gli esami orali: dal 7 al 13 settembre.
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