27 Agosto 2011

Il contropiede di Calderoli “Club, fate un passo indietro”

Il contropiede di Calderoli «Club, fate un passo indietro»
 

ROMA – Sono stati uno dei suoi bersagli preferitiperchèviziatiestrapagati,adesso «icapricci» da bacchettare non sono i loro, ma quelli dei presidenti. Con il calcio chiuso per sciopero il contropiede più gustoso lo realizza Roberto Calderoli, mediatore per un giorno: «Siano i club a fare un passo indietro» la posizione nuova del ministro leghista, da sempre fustigatore delle rivendicazioni sin dacalideigiocatori, machein questobraccio di ferro irrisoltoprova a ricucire lo strappo. «Credo che stavolta i presidenti farebbero bene ad accogliere la richiesta dei calciatori e a farpartire il campionato. Se ilproblema è il contributo di solidarietà lo risolviamo noi per legge» il messaggio del ministro. «Visto che oggi i calciatori sembrano fare un po’ meno capricci – spiega – non è il caso che i capricci inizino a farli i presidenti delle società perchè a rimetterci sono sempre e solo i tifosi, ovvero quelli che mantengono questo circo miliardario». Da qui le rassicurazioni per i club: «Tutto quello che le società chiedono ai giocatori in merito alla Manovra è stato messo per legge nell’ emendamento della Lega -conclude -. I calciatori non solo dovranno pagare il contributo di solidarietà ma questo non potrà ricadere sotto nessuna forma sulle società». Prima di Calderoli, una condanna "uffi ciale" alla protesta indetta dai giocatori di serie A era arrivata dal sottosegretario allo sport, Rocco Crimi: «E’ lo sciopero più anomalo della storia del Paese. Basta con personalismi e i toni inaccettabili». Ma un altro ministro, Ignazio La Russa, erastatopiùcauto: «Noncapiscolosciopero, in un momento come questo mi sarei aspettato più responsabilità – le parole dell’ espo nente del Pdl di fede interista -. Ci scandalizziamo, ma è più scandaloso lo sciopero Cgil». Mac’ èstatoanchespazioalleaccusediret teaigiocatori,dopoquelladi«pretinodiventato sindacalista dei ricchi viziati» lanciata dalleghistaStiffoniaTommasi.«Andassero azappare»,l’ invitodelpdlCicalese.«Losciopero è scandaloso e diseducativo, serve un tettoagliingaggi»,l’ opinionediAdrianaPoliBortone.TranchantilPriVitoKhalun:«E’ loscioperodiviziatellimilionari». Sullastessa lunghezza d’ onda il segretario del Pd, Pierluigi Bersani: «A me pare che agli italiani, in un momento così particolare, venga tolta anche la soddisfazione di vedere un partita: è certamente una cosa poca decorosa». In difesa dei giocatori Sergio Cofferati: «I calciatori hanno ragioni da vendere – dice l’ ex segretario Cgil, ora eurodeputato -. Non èunosciopero,chiamarlocosìvuoldiremettereincattivaluceigiocatori,masoloundifferimento della loro prestazione: se gli trattenessero una parte dello stipendio, allora cosa dovrebbero fare quando recupereranno la giornata di campionato persa, dargli gli straordinari?». Già perchè su questo punto – i soldi -si sono già scatenate le associazioni di consumatori (il Codacons in testa) che chiedono di decurtare gli stipendi (1/38) dei calciatori di serie A e annunciano battaglie anche dei tifosi costrettiasaltareloshowdomenicale. «Sono idolatrati quando calciano un pallone, gli si consente tutto, anche certi eccessi in campo e fuori: ma i diritti no, quelli non dovrebbero reclamarli – continua nella sua analisi Cofferati-. Eppure li hanno anche loro, come tutti i lavoratori. Nessun dubbio che siano molto ben pagati, ma non è giusto presentarli sempre come ricchi viziati. Si battono per dei diritti, non per motivi materiali: è una novità, e va applaudita». Saranno in pochi a farlo, ma la discussione su uno degli scioperi più contestati è aperta.

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