30 Agosto 2011

TBC AL GEMELLI: NUOVI SCONCERTANTI PARTICOLARI AGGRAVANO LE RESPONSABILITA’ DELLE STRUTTURE SANITARIE

E OGGI RICORSO AL TAR PER SOSPENDERE LA COMMISSIONE COMPOSTA DA SOGGETTI LEGATI AL SSN DELLA REGIONE

SONO DA CONTROLLARE MIGLIAIA DI BAMBINI E GENITORI CHE HANNO FREQUENTATO I REPARTI DOVE LAVORAVANO I CONIUGI INFETTI

Il marito dell’ infermiera con la TBC aveva – come scoperto dal Messaggero- la pleurite tubercolare come ha denunciato il CODACONS nell’esposto che da ieri è sul tavolo del Procuratore capo della Repubblica di Roma e del presidente della Regione Lazio, Renata Polverini.
Ciò significa che la TBC addirittura dai polmoni , dove si trovano normalmente i bacilli nei bronchi e nei bronchioli, si era diffusa anche alla pleura. La TBC alla pleura, quindi, dimostra la forte aggressività della malattia, molto contagiosa (si ignora chi abbia detto al cronista del Messaggero una colossale sciocchezza e cioè che in quel caso sarebbe stata non contagiosa …). Erano, quindi, sette anni che la situazione era a rischio. 
Sarebbe bene che la Polverini, quindi, confessasse dove lavorava anche il marito dell’infermiera, prima che sia il CODACONS a rivelarlo facendole fare una nuova pessima figura.
“Come è possibile – dichiara il presidente del CODACONS Carlo Rienzi – che il sistema di profilassi e comunicazione obbligatoria di tali malattie che il SSN dovrebbe avere non ha così clamorosamente funzionato. Ora non resta che controllare tutte le migliaia di bambini e genitori che hanno frequentato ospedali e reparti in cui soggetti infetti hanno prestato servizio”. E’ un gravissimo atto di accusa contro la Regione e la ASL la dichiarazione diffusa ieri dal Gemelli secondo cui non gli sarebbe stato comunicato nulla della malattia del marito. Ora la Magistratura dovrà acquisire le richieste di congedo per malattia dei due, per capire se era possibile conoscere il loro grave stato di infettività.
Intanto oggi è stato notificato alla Polverini il ricorso al TAR del CODACONS che contesta la commissione, formata di soggetti gestiti dal SSN ossia dalla Regione stessa. Nel ricorso si chiede che la commissione sia integrata da sanitari di fiducia delle famiglie e della sanità militare, a garanzia di  imparzialità e indipendenza.
 

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