27 Agosto 2011

E Calderoli stavolta attacca i presidenti: “Inutili capricci”

E Calderoli stavolta attacca i presidenti: «Inutili capricci»
 

Ai calciatori in sciopero andrebbe decurtato lo stipendio di un trentottesimo i tifosi dovrebbero avere uno sconto di un diciannovesimo sull’ abbonamento, in caso contrario il Codacons è pronto a sostenere legalmente migliaia di cause, chiedendo oltre ai soldi dell’ abbonamento anche gli interessi legali e il danno esistenziale. La decurtazione dello stipendio dei calciatori sarebbe pari alla partita in meno giocata sulle 38 gare di campionato. «A ogni lavoratore di questo mondo che sciopera, infatti, viene decurtato parte del salario, dato che le retribuzioni sono il corrispettivo della loro costante prestazione di servizio. Una giornata di sciopero – spiega il Codacons in un comunicato – implica, quindi, la trattenuta in busta paga di una giornata di lavoro. Ecco perche’ una partita in meno deve significare stipendio più basso! Troppo comodo, insomma, scioperare senza alcuna perdita economica! ROMA Sono stati uno dei suoi bersagli preferiti perchè viziati e strapagati, adesso "i capricci" da bacchettare non sono i loro, ma quelli dei presidenti. Con il calcio chiuso per sciopero il contropiede più gustoso lo realizza Roberto Calderoli, mediatore per un giorno: «Siano i club a fare un passo indietro» la posizione nuova del ministro leghista, da sempre fustigatore delle rivendicazioni sindacali dei giocatori, ma che in questo braccio di ferro irrisolto prova a ricucire lo strappo. «Credo che stavolta i presidenti farebbero bene ad accogliere la richiesta dei calciatori e a far partire il campionato. Se il problema è il contributo di solidarietà lo risolviamo noi per legge» il messaggio del ministro. «Visto che oggi i calciatori sembrano fare un po’ meno capricci – spiega – non è il caso che i capricci inizino a farli i presidenti delle società perchè a rimetterci sono sempre e solo i tifosi, ovvero quelli che mantengono questo circo miliardario». Da qui le rassicurazioni per i club: «Tutto quello che le società chiedono ai giocatori in merito alla Manovra è stato messo per legge nell’ emendamento della Lega i calciatori non solo dovranno pagare il contributo di solidarietà ma questo non potrà ricadere sotto nessuna forma sulle societa». Prima di Calderoli, una condanna "ufficiale" era arrivata dal sottosegretario allo sport, Rocco Crimi: «E’ lo sciopero più anomalo della storia del Paese. Basta con personalismi e i toni inaccettabili». Ma un altro ministro, La Russa, era stato più cauto: «Non capisco lo sciopero, in un momento come questo mi sarei aspettato più responsabilità». Ma c’ è stato anche spazio alle accuse dirette ai giocatori. «Andassero a zappare», l’ invito del pdl Cicalese. «Lo sciopero è scandaloso e diseducativo, serve un tetto agli ingaggi», l’ opinione di Adriana Poli Bortone. In difesa dei calciatori, Sergio Cofferati: «Hanno ragioni da vendere – dice l’ ex segretario Cgil, ora eurodeputato – Non è uno sciopero, chiamarlo così vuol dire mettere in cattiva luce i giocatori, ma solo un differimento della loro prestazione: se gli trattenessero una parte dello stipendio, allora cosa dovrebbero fare quando recupereranno la giornata di campionato persa, dargli gli straordinari?».

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