TBC: CODACONS E ARTICOLO32 DENUNCIANO L’OSPEDALE GEMELLI
ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI CONTRO LA REGIONE LAZIO CHE NON DEVE SPENDERE I SOLDI PUBBLICI PER FARE VERIFICHE CHE SPETTANO AL GEMELLI E NON ALLA COLLETTIVITA’
Il solo fatto di essere stato controllato è già causa di danno risarcibile: secondo la giurisprudenza della Cassazione tutti i familiari di bambini che sono stati a rischio di contagio, anche se non lo hanno subìto, possono chiedere i danni al Gemelli per la paura e il rischio corso nel nosocomio.
A questo scopo il CODACONS – assieme all’associazione Articolo32 – ha messo a disposizione, tramite il proprio call center, uno staff di legali e medici coordinati dall’avv. Alessia Stabile, che esaminerà gratuitamente ciascun caso per decidere se agire per i danni contro l’ospedale .
Le due associazioni chiedono inoltre alla Procura della Repubblica di Roma che ha aperto una indagine di agire sia contro il Gemelli come ente responsabile civile dei fatti, sia contro il medico responsabile del reparto che non poteva non sapere cosa stava succedendo e che l’infermiera coinvolta nella vicenda – se effettivamente lei è stata la causa del contagio – stava male.
“Ecco uno degli effetti perversi della riforma Brunetta – ha dichiarato il presidente del CODACONS Carlo Rienzi – siccome il datore di lavoro non paga i primi 10 giorni di malattia c’è chi non se ne sta a casa a curarsi per non rischiare di perdere lo stipendio!!”
Intanto la Corte dei Conti deve diffidare la Regione Lazio a mettere a carico del Gemelli tutte le spese di verifica dei bambini e non certo a carico del SSN ossia della collettività intera.
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Tags: contagio, ospedale gemelli, tubercolosi
