Ecco la super-manovra Quasi 46 miliardi di misure impopolari
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fonte:
- il Riformista
La commissione Affari costituzionali del Senato voterà dopodomani sui requisiti di necessità e urgenza del decreto legge che contiene la nuova manovra finanziaria da 45,5 miliardi di euro, aprendo la strada all’ esame parlamentare del provvedimento varato dal governo per portare i conti pubblici in pareggio nel 2013. La nuova seduta si aprirà, dunque, martedì alle 14, mentre la commissione Bilancio si riunirà lo stesso giorno alle 15 e 30 per il primo esame delle misure di merito. Vediamo le norme previste in manovra e le possibili modifiche su cui si è aperto un aspro dibattito all’ interno della maggioranza e dell’ opposizione. TASSA DI SOLIDARIETÀ Il decreto anticrisi introduce un contributo di solidarietà a carico delle fasce di reddito medioalte. Per quanto riguarda i dipendenti privati scatta un prelievo del 5 per cento sugli stipendi sopra i 90 mila euro e del 10 per cento per la parte eccedente i 150 mila euro (come applicato dalla manovra 2010 per i dipendenti pubblici). Il contributo di solidarietà porterà nelle casse dello Stato circa 3,8 miliardi di euro nel triennio 2012-2014: secondo la Relazione tecnica al provvedimento, il gettito aggiuntivo sarà di 674,4 milioni nel 2012, di 1,557 miliardi nel 2013 e di 1,586 miliardi nel 2014. COSTI GOVERNO Tagli ai ministeri per 6 miliardi di euro nel 2012 e per 2,5 miliardi nel 2013. INCARICHI ELETTIVI Si prevede uno stop ai doppi incarichi per chi è stato eletto. IPOTESI DISMISSIONI Dalle caserme alla razionalizzazione degli uffici della pubblica amministrazione: tra le ipotesi allo studio per reperire nuove risorse per la manovra ci sarebbero anche nuove dismissioni. Secondo quanto si apprende da fonti della maggioranza il veicolo per fare queste operazioni potrebbe essere Fintecna, alla quale potrebbe essere trasferita una quota degli immobili in cambio di liquidità immediata. Il patrimonio dello Stato, compresi i beni degli enti locali, si aggira intorno ai 500 miliardi di euro, di cui sarebbe «potenzialmente disponibile», secondo non recentissime stime del Tesoro, il 40 per cento. ENTI DA DISMETTERE La norma della manovra che prevede il taglio degli enti pubblici con meno di 70 addetti riguarda anche gli enti di ricerca. La norma, si legge, «comprende una platea più ampia di enti destinatari per due ordini di ragioni: la consistenza della dotazione organica pari a 70 unità consente di allargare il target degli enti interessati; le deroghe contemplate dalla nuova norma sono inferiori rispetto a quelle dell’ articolo 26» del decreto legge 112 del 2008 che aveva già disposto l’ abrogazione degli enti con dotazione organica inferiore alle 50 unità, salvo le deroghe in esso previste. Questa volta, invece, «la soppressione interesserebbe anche gli enti di ricerca». PROVINCE E COMUNI Dalle prossime elezioni soppressione delle 34 province sotto i 300mila abitanti e fusione di circa 1.500 Comuni sotto i mille abitanti. Prevista anche la riduzione dei componenti i Consigli regionali. ENTI LOCALI Taglio dei trasferimenti agli Enti locali in due fasi: 6 miliardi di euro per il 2012 (1,7 miliardi a carico dei Comuni; 0,6 miliardi per le Province; 1,6 miliardi a carico delle Regioni a statuto ordinario e 2 miliardi per quelle a Statuto speciale) e 3 per il 2013. Non sarà toccato il comparto sanità. SERVIZI PUBBLICI Si punta alla liberalizzazione e verranno incentivate le privatizzazioni. TFR Slittamento nell’ erogazione del tfr di 24 mesi per i dipendenti del pubblico impiego che scelgono il pensionamento anticipato. Il provvedimento riguarda «circa 19mila» lavoratori nel 2012, «con riferimento a coloro che maturano i requisiti nel 2012 e manifestano annualmente la propensione al pensionamento». TREDICESIME I dipendenti delle amministrazioni pubbliche che non rispettano gli obiettivi di riduzione della spesa potrebbero perdere il pagamento della tredicesima mensilità. RENDITE FINANZIARIE L’ imposta sulle rendite finanziarie sale al 20 per cento, ma resta al 12,5 per cento sui titoli di Stato. Con l’ aumento dell’ aliquota sulle rendite arriveranno nelle casse statali a regime 1,9 miliardi di euro. «Il saldo complessivo di competenza su base annua derivante dagli effetti del passaggio dell’ aliquota dal 12,5 al 20 per cento, pari a un maggior gettito di 2,2 miliardi di euro, e di quelli della modifica dell’ aliquota dal 27 al 20 per cento, pari a un minor gettito di circa 277 milioni di euro, è di 1.919 milioni di euro». Nel dettaglio, si legge nella Relazione, «nel 2012 il gettito sarà pari a 1.494 milioni di euro». PENSIONI Sono previsti interventi disincentivanti per le pensioni di anzianità, con anticipo al 2012 del requisito di 97 anni tra età anagrafica e anni di contribuzione. Viene anticipato dal 2020 al 2016 – in un primo momento l’ anticipo era previsto al 2015 – il progressivo innalzamento a 65 anni (entro il 2027) dell’ età pensionabile delle donne nel settore privato. L’ aumento graduale dell’ età delle donne per il pensionamento di vecchiaia frutterà un risparmio complessivo in 5 anni, dal 2017 al 2021, di circa 4 miliardi di euro. L’ aumento dell’ età partirà dal primo gennaio 2016 e prevede l’ allungamento di 1 mese nei requisiti anagrafici necessari per accedere alla pensione. L’ incremento salirà di 2 mesi nel 2017 (3 rispetto al 2016); di 3 mesi nel 2018 (6 mesi rispetto al 2016); di 4 nel 2019 (di 10 mesi rispetto al 2016); di 5 mesi nel nel 2020 (di 15 mesi se rapportato al 2016) e di 6 mesi (di 21 mesi se rapportata al 2016). Dal 2021 al 2007, a regime, incremento resterà di 6 mesi. Per il 2028 l’ aumento si ridurrà a tre mesi. Al termine del processo, la differenza con il vecchio regime porterà a un aumento dell’ età di pensionamento per le donne di 60 mesi, 5 anni. Dal punto di vista dei risparmi la Relazione del governo stima economie pari a 112 milioni di euro nel 2017; 320 milioni nel 2018; 565 milioni nel 2019; 1,18 miliardi nel 2020 e 1,185 miliardi nel 2021. SCUDO FISCALE Il governo starebbe valutando l’ ipotesi di tassare i capitali rientrati in Italia grazie allo scudo fiscale, così come proposto dal Pd, ma la percentuale del prelievo sarebbe decisamente inferiore a quella proposta dal partito di Pier Luigi Bersani: la valutazione infatti viene effettuata su una cifra compresa fra l’ 1 e il 2 per cento. SCUDO FISCALE BIS Secondo alcuni osservatori, il governo starebbe valutando la possibilità di una riedizione del condono di due anni fa, ma con un’ aliquota superiore a quella della scorsa sanatoria (il 5 per cento, poi aumentato al 6 e al 7 con la riapertura dei termini). Una misura che potrebbe inquadrarsi nel contesto dell’ eventuale introduzione della Tobin tax su scala europea. CONDONO Nella maggioranza c’ è chi afferma che il governo non si fermerà solo all’ introduzione di una tassa (al massimo dell’ 1 o 2 per cento) sui capitali scudati, ma avanzerà proposte per lanciare – con un emendamento alla manovra – un nuovo condono edilizio e fiscale. CONTRATTI AZIENDALI Estensione "erga omnes" dei contratti aziendali che potranno così derogare a quelli nazionali e a parte dello Statuto dei lavoratori. Non più prevista la delega per lo Statuto dei lavori. PERDITE Riduzione per le società al 62,5 per cento della possibilità di abbattimento delle perdite. STUDI DI SETTORE I maggiori accertamenti sugli studi di settore dovrebbero portare nelle casse dello Stato 823,5 milioni di euro nel periodo 20112014: 31,5 milioni nel 2011; 330 nel 2012; 231 nel 2013; e 231 milioni nel 2015. Le disposizioni in materia di studi di settore della manovra, si legge nella Relazione tecnica, «sono tese a produrre effetti principalmente in termini di deterrenza, garantendo una maggiore correttezza da parte dei contribuenti nella compilazione della relativa modulistica fiscale». ROBIN HOOD TAX La Robin Hood Tax, cioè la tassa sulle società energetiche italiane, porterà nelle casse dello Stato 1,88 miliardi di euro nel 2012 e 900 milioni sia nel 2013 che nel 2014. Gli effetti relativi all’ anno 2012 «non sono contabilizzati ai fini del miglioramento dei saldi, atteso che le maggiori entrate potranno essere destinate fino alla misura del 50 per cento, alla riduzione degli interventi inerenti, rispettivamente, gli obiettivi di contenimento della spesa dei ministeri e degli enti territoriali (patto di stabilità interno)». FESTIVITÀ Addio ai ponti: le festività infrasettimanali «non concordatarie», cioè non religiose, verranno spostate al più vicini venerdì, lunedì o domenica. Forse si troverà un accordo tra maggioranza e opposizione per salvare il 25 aprile, il primo maggio e il 2 giugno. Secondo la Cgil, spostare o accorpare alla domenica le festività civili e laiche «colpisce l’ identità e la storia del nostro Paese, ne indebolisce la memoria e rappresenta un grave limite per il futuro", producendo per altro un "irrisorio beneficio economico». Per cancellare questa scelta contenuta nella manovra il sindacato guidato da Susanna Camusso ha lanciato una petizione per salvaguardare le tre ricorrenze in discussione. IVA Non dovrebbe arrivare l’ aumento dell’ Iva. Anzi l’ ipotesi sarebbe accantonata. Salterebbe anche qualunque intervento sugli immobili e i patrimoni mobiliari. Nei giorni scorsi erano già circolati i primi calcoli: in sostanza un solo punto in più dell’ Iva potrebbe portare un tesoretto di circa 10 miliardi di euro. Le indiscrezioni parlavano di un aumento che andava a toccare l’ Iva "ridotta" (attualmente al 10 per cento) e quella "ordinaria" (al 20 per cento), mentre non avrebbe dovuto subire rincari l’ aliquota minima del 4 per cento, ovvero quella applicata sugli alimentari e sulle abitazioni prima casa. Per il momento sembrano essere saltate l’ introduzione di un doppio ticket sanitario. Per il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, si può aumentare di un punto l’ Iva. Per il Codacons si tratterebbe, invece, di un «atto irresponsabile». EVASIONE FISCALE Opposizioni e maggioranza stanno studiando diversi emendamenti per rafforzare la lotta all’ evasione fiscale. Tra questi c’ è la tracciabilità dei pagamenti mediante carte di credito e/o bonifici bancari (in molti paesi europei la soglia massima per pagamenti cash è ridotta a mille euro). Ma anche la tracciabilità dei trasporti su strada: era presente nella prima versione della manovra, ma è sparita dalla seconda. Controlli da parte dell’ Inps di irregolarità che costano carissime alle casse dell’ Istituto, per esempio quelle che riguardano l’ utilizzo delle liste di mobilità da parte delle imprese.
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