Festività addio? Un salasso Il Codacons contro il Governo
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fonte:
- La Provincia di Varese
VARESE Il decreto anticrisi prevede l’ accorpamento delle festività laiche, ma senza stabilire fin da subito il criterio che sarà utilizzato. Ogni anno, cioè, entro il 30 novembre dell’ anno precedente, ci sarà un decreto del presidente del Consiglio dei Ministri per stabilire se le feste cadranno "il venerdì precedente o il lunedì seguente la prima domenica immediatamente successiva o coincidano con tale domenica". Per il Codacons questa soluzione è inaccettabile perché non tiene in alcun conto del fatto che, con le nuove tariffe biorarie dell’ elettricità, nei giorni festivi si paga di meno. Ma per rendere effettivo questo diritto contrattuale, occorre che i contatori elettronici siano programmati in tal senso. E’ per questa ragione che, in occasione del 17 marzo 2011, i consumatori restarono fregati e finirono per pagare la tariffa piena nonostante il giorno fosse diventato festivo. Era, infatti, tecnicamente impossibile, oltre che un costo esorbitante, che le aziende potessero riprogrammare milioni di contatori in pochi mesi. Ricordiamo per inserire le nuove fasce F1, F2 ed F3 ci sono voluti due anni di tempo e l’ operazione non è ancora conclusa. Ecco perché, cambiare di anno in anno l’ accorpamento del 1° maggio, 25 aprile e del 2 giugno, invece che stabilire fin da subito come accorparle, significa o un costo esorbitante per le aziende del settore elettrico o, nel caso siano accorpate di lunedì o di venerdì, una fregatura per i consumatori, che finirebbero per pagare una tariffa piena invece di una scontata. Il Codacons, inoltre, ricorda che le festività sono un diritto acquisito e che, quindi, vanno comunque remunerate al lavoratore.
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