12 Agosto 2011

“E ora chiudete quel bagnetto”

«E ora chiudete quel bagnetto»
 

IL PICCOLO Federico riposerà in uno dei cimiteri di Torino, città di origine del padre Lorenzo e dei nonni. La salma rinchiusa nella minuscola bara bianca lascerà per sempre la Maremma questa mattina. Ieri, intanto, i genitori hanno ricevuto la visita del presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, in vacanza all’ Argentario con la famiglia e del vescovo della diocesi di Orbetello. Con il funerale del bambino di sedici mesi, si chiude una pagina di questa tragedia, ma le indagini su come sia potuta accadere non si fermano. La madre Laura, commercialista romana di 45 anni, è stata indagata per omicidio colposo, un atto dovuto – come tenuto a precisare dagli inquirenti – per poter proseguire gli accertamenti, tra cui l’ autopsia eseguita mercoledì pomeriggio. Gli attimi successivi alla caduta in acqua devono ancora essere delineati perfettamente. Intanto, però, giungono le prime reazioni a livello nazionale sull’ ennesima tragedia della Feniglia. Il Codacons punta il dito sulla sicurezza nelle spiagge e chiede alla Procura di Grosseto «che si pronunci in merito alla vigilanza della spiaggia per eventuali atti di omissione di soccorso e atti d’ ufficio – si legge in una nota ufficiale – chiedendo la chiusura dello stabilimento, finché non verranno chiarite le dinamiche dell’ incidente e perché a un bambino di appena sedici mesi non siano state fatte indossare le adeguate attrezzature di sicurezza, quali braccioli e giubbino salvagente». Il presidente Carlo Rienzi sottolinea che «in molti stabilimenti si pagano cifre enormi per sdraio e ombrelloni e cifre che comprendono anche la sicurezza che dovrebbe essere data sia dalla vigilanza che dai bagnini – dichiara Rienzi – ma spesso i gestori risparmiano proprio sulle misure di sicurezza per aumentare i propri profitti. C’ è da chiedersi cosa facciano Comune e Capitaneria di porto perché ciò non avvenga». UNA PRESA di posizione molto dura, che sicuramente lascerà un segno. Le indagini condotte dai carabinieri della Compagnia di Orbetello, comandati dal capitano Marco Barone, al momento si sono incentrate sulla ricostruzione dei minuti drammatici che hanno preceduto e seguito la caduta in acqua. «Era fondamentale – hanno spiegato gli inquirenti – avere un quadro il più preciso possibile degli avvenimenti. E per farlo abbiamo solo la testimonianza della madre. Messo insieme il quadro, le indagini potranno sicuramente allargarsi anche ad altri aspetti della vicenda». Ed altri aspetti potrebbero essere l’ osservanza di eventuali misure di sicurezza per portare un bambino così piccolo in mare, senza i minimi accorgimenti. Una materia su cui non c’ è molta chiarezza, in realtà. Intanto da alcune indiscrezioni emerse al termine dell’ esame autoptico è ormai certo che la morte è stata causata da asfissia conseguente ad edema polmonare per la troppa acqua ingerita dal piccino. Mentre la madre continua a pescare nei ricordi per fornire un quadro rispondente alla realtà. E avrebbe raccontato che dopo l’ arrivo del pedalò sulla spiaggia, Federico avrebbe raggiunto il lettino da solo. Poi si è addormentato improvvisamente e lei lo ha steso e coperto con un asciugamano.

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