3 Agosto 2011

Blocco dei tir, autisti infuriati: “Un’ altra tegola per il settore”

Blocco dei tir, autisti infuriati: «Un’ altra tegola per il settore»
 

Un’ altra "tegola" sulla testa degli autotrasportatori. I lavoratori della categoria hanno interpretato così lo "stop" alla circolazione imposto dal ministero, a causa di una sentenza del Tar del Lazio scaturita da un ricorso del Codacons. «Un colpo fortissimo a un settore che è già in ginocchio e che avrebbe invece bisogno di maggiori tutele da parte di tutto il sistema», commenta Nicola Marini, presidente delle aziende che si riconoscono nell’ Unione Artigiani della provincia di Lodi. In realtà, le cinque nuove giornate di blocco alla circolazione dei mezzi pesanti sono diventate quattro, a seguito della mancata pubblicazione del provvedimento sulla gazzetta ufficiale nei termini previsti dalla legge. Secondo la tabella di marcia stabilita da Roma, il traffico sulle strade – per i veicoli adibiti al trasporto di prodotti di massa superiore alle 7,5 tonnellate – si è già fermato il 22 luglio dalle 16 alle 24 e si fermerà anche durante questo mese, durante il quale è previsto il tradizionale esodo per le vacanze, e successivamente in autunno: le date prese in considerazione sono il 26 agosto (sempre dalle 16 alle 24) e nella fascia che va dalle 16 alle 22 dei giorni 2 settembre, 9 settembre e 28 ottobre.L’ Unione artigiani sottolinea che gli autotrasportatori non vogliono finanziamenti, bensì leggi chiare. «Noi non chiediamo contributi a pioggia – aggiunge Marini – non è questo il punto del discorso. Noi pretendiamo un quadro normativo chiaro ed uguale per tutti, in cui responsabilità e disagi siano equamente ripartiti su tutta la filiera del trasporto e non solo sui contoterzisti. Serve una stretta anche verso la committenza». Il referente della categoria punta il dito sui problemi che si devono affrontare tutti i giorni sulla strada: «I trasportatori in questo momento devono fare i conti con l’ aumento dei costi dovuti alle accise – spiega Marini -, prima aumentate per finanziare l’ arte e poi per le questioni legate all’ immigrazione, e si scontrano con una committenza che non vuole sentir parlare di costi minimi del trasporto. A tutto questo si aggiunge il costo aggiunto a partire dal prossimo 1 settembre, di una nuova tassa di euro 25 per ogni pneumatico da smaltire. Infine – aggiunge Marini – ricordo che ci sono agenzie che vincono appalti e contratti e che non hanno un solo mezzo sulla strada, che non hanno controlli e che danneggiano chi invece macina chilometri giorno dopo giorno».Gr. Bo.
 

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