29 Luglio 2011

Assalto ai biglietti da un euro. Cresce il rischio bagarinaggio

 Sugli aumenti di abbonamenti settimanali e mensili, la parola fine arriverà oggi durante la riunione di giunta. Dopo i mugugni dei partiti e la prima rivolta del popolo arancione, Pisapia ha cercato di correre ai ripari limando al ribasso gli incrementi dei carnet: alla fine, i rincari potrebbero scendere sotto il 20%, anche se il Pd punta a lasciarli invariati come le card annuali (costo: 300 euro). La stangata sulla corsa singola, che salirà da 1 a 1,50 centesimi, ha già prodotto un primo effetto: la corsa all’ ac quisto del vecchio biglietto. Edicole, macchinette delle metropolitane, tabaccherie. In vista dell’ aumento di settembre, negli ultimi giorni i milanesi hanno pensato bene di portarsi avanti, cominciando a fare incetta di biglietti singoli da 1 euro. Obiettivo: rinviare la mazzata sfruttando il periodo di convivenza del vecchio e del nuovo biglietto. L’ Atm, appresa la scelta di Palazzo Marino di modificare le tariffe, sta infatti mettendo a punto un periodo di transizione nel quale tornelli e obliteratrici accetteranno sia il biglietto da 1 euro che il nuovo ticket deciso dal tandem Tabacci-Pisapia. E’ successo lo stesso nel 2002, quando il sindaco Albertini approvò la correzione della corsa singola da 1.500 lire a 1 euro. Con ogni probabilità, ci saranno almeno un paio di mesi di tolleranza, durante i quali si venderanno soltanto i biglietti da 1,50 euro ma si accetteranno anche quelli più economici. Vuoi per la crisi, vuoi per la possibilità di risparmio, i «furbetti del tagliandino» si sono già mesi in moto per aggirare la tagliola della manovra del Comune. Non siamo ancora al bagarinaggio, con vecchi biglietti del tram smerciati fuori dalle stazioni del metrò come se fossero biglietti del derby Milan-Inter, ma poco ci manca. Oggi, in giunta, verrà approvato lo schema complessivo di tariffazione, comprensivo delle date ufficiali di avvio del nuovo sistema. Le novità, nelle prossime settimane, saranno oggetto di una capillare campagna di comunicazione dell’ Atm (dal primo di agosto il sito internet sarà raggiungibile anche all’ indirizzo www.atm.it). Prima si incassa, poi si offrono nuovi servizi. Il Comune ha deciso di scavalcare subito il 20% di aumenti suggerito dal Pirellone per compensare le minori entrate del governo: il biglietto da 1,50 euro anticipa di un anno l’ apertura della prima tratta della M5 e addirittura di quattro anni la prevista inaugurazione del secondo lotto M5 e del primo tratto M4. «Noi avevamo previsto aumenti per i turisti e per chi era diretto alla Fiera di Rho» sottolinea l’ ex assessore al Bilancio Giacomo Beretta, «la loro è una filosofia completamente diversa. Hanno deciso di aumentare subito a 1,50, è la scelta più facile». Le proteste, intanto, continuano anche fuori dai partiti. Ieri la Cub, la confederazione unitaria di base da sempre vicina alla sinistra, ha chiesto un «incontro urgente all’ amministrazione comunale per proporre il ritiro dei provvedimenti su Irpef e Atm». I sindacati rossi, addirittura, gettano addosso a Pisapia la peggiore delle accuse: «Scelte di questo tipo di pongono in continuià con le politiche antipopolari del centrodestra». Il Codacons, fermamente contrario all’ aumento del tagliando, ironizza sul sicuro aumento del traffico privato: «Avremo più auto e più smog». Non male per uno schieramento che ha sempre sbandierato l’ ambientalismo come ragione di vita (politica).

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