Tre ore prigioniero del Bancomat: ansia, claustrofobia, e richiesta di risarcimento
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fonte:
- Corriere del Mezzogiorno
TAORMINA – Tre ore chiuso in banca, da solo, nell’ area bancomat della filiale con le porte bloccate. Poca aria, momenti di ansia, un terrore claustrofobico per l’ uomo ostaggio dello sportello automatico. E’ occorso l’ intervento dei vigili del fuoco – tutt’ altro che semplice da portare a termine – per metterlo in salvo. A Taormina, in provincia di Messina , una persona che voleva prelevare del contante è rimasta bloccata per un malfunzionamento della porta. La disavventura è stata resa nota da Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, alla quale si è rivolto l’ uomo. Dopo avere effettuato l’ operazione la vittima si è resa conto di essere rimasta bloccato. Moglie e amici, che erano rimasti fuori, hanno informato dell’ accaduto la vigilanza privata della banca e dopo più di un’ ora e parecchie telefonate, addetti alla sicurezza ha verificato l’ accaduto constatando però che la porta era danneggiata da molto tempo. Dopo più di due ore di tentativi per aprire la porta , gli addetti alla sicurezza hanno chiamato carabinieri e vigili del fuoco. Questi ultimi, preso atto che a causa della scarsa areazione l’ uomo era in uno stato ansioso e claustrofobico, hanno deciso di infrangere il vetro blindato dell’ unica piccola finestra e l’ hanno liberato, trasportandolo d’ urgenza all’ ospedale San Vincenzo. Lì, i medici gli hanno diagnosticato uno stato ansioso reattivo causato da un attacco di panico, lesioni da taglio a un dito della mano e una contusione al cuoio capelluto. L’ Ufficio Legale regionale del Codacons ha avviato una azione legale nei confronti della banca con la richiesta di risarcimento del danno.
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