Le autostrade Catania-Messina e Messina-Palermo versano in pessime condizioni
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fonte:
- La Sicilia.it
Le autostrade Catania-Messina e Messina-Palermo versano in pessime condizioni. Per questo il segretario nazionale del Codacons Francesco Tanasi ha chiesto al ministro dei Trasporti «di voler provvedere con urgenza ad adottare gli indispensabili adempimenti per ripristinare le condizioni di sicurezza» e, nelle more, ha richiesto tre provvedimenti urgenti: riduzione della velocità massima da 130 a 80 km/h su entrambe le tratte; limite massimo di velocità di 60 km/h nelle gallerie e nei tratti caratterizzati dalla presenza di barriere di sicurezza non a norma con contemporaneo divieto di sorpasso nelle zone critiche; riduzione dell’ attuale pedaggio nella misura del 50% quale diretta conseguenza del declassamento delle due autostrade. Tanasi e l’ esperto del Codacons per la sicurezza stradale Franco Lionti hanno fatto al ministro un elenco di tutto ciò che non va: pavimentazione stradale disseminata di zone ammalorate e poco omogenee. Segnaletica verticale in cattivo stato di conservazione, spesso occultati da rigogliosa vegetazione. Segnaletica orizzontale in molti tratti sbiadita e poco visibile. Barriere di sicurezza in lunghissimi tratti non rispondenti alla normativa vigente e non idonee a trattenere in sede stradale i veicoli in caso di sinistri; in merito sono stati evidenziati i numerosi procedimenti in corso per omicidio colposo nei confronti di dirigenti e responsabili a diverso titolo del Cas (Consorzio autostrade siciliane). E ancora, impianti di soccorso tramite colonnine Sos fuori servizio da anni sulla A18 e notevoli carenze nell’ analogo impianto sulla A20. Impianti di illuminazione fatiscenti nelle gallerie, con valori di illuminamento molto al di sotto degli standard di sicurezza e pavimentazione piuttosto carente. Impianti di ventilazione che in molte gallerie non sono più in grado di funzionare in automatico per il mancato intervento dei rilevatori di fumi e ossido di carbonio guasti da tempo e non ripristinati; in questi casi non è garantito nemmeno il normale funzionamento manuale degli impianti con notevole rischio per la sicurezza della circolazione.
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