26 Luglio 2011

L’ indagine

ROMA Sono state completate ieri mattina dai vigili del fuoco le operazioni di raffreddamento nell’ area della stazione Tiburtina colpita dal rogo. Sotto le macerie c’ erano infatti ancora alcuni piccoli focolai, che sono stati spenti. Si prospettano complicate e lunghe le indagini per chiarire le cause dell’ incendio, sia perché la struttura non è agibile sia per l’ azione delle fiamme. L’ ipotesi più accreditata resta quella della causa elettrica, come ha spiegato domenica il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Massimiliano Gaddini. La stazione al momento resta chiusa. A procedere nelle indagini saranno il Nucleo investigativo antincendio dei Vigili del Fuoco e la Polfer, sotto il coordinamento della Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo contro ignoti per incendio colposo. Il pubblico ministero Barbara Sargenti allo stato non ha elementi per formulare una diversa imputazione contro ignoti. Vengono comunque tenute in considerazione tre ipotesi e cioè la natura dolosa del sinistro, il corto circuito e la cattiva manutenzione degli impianti. Saranno proprio i rapporti che attende di ricevere al più presto a dare al magistrato, che ieri ha effettuato un sopralluogo sul posto, gli elementi per formulare un’ ipotesi più precisa sulle cause del sinistro. Il magistrato ha potuto constatare quel è lo stato della palazzina dove l’ incendio si è sviluppato, palazzina che ora è a rischio di crollo considerato che l’ intenso calore sprigionatosi dal materiale che ha preso fuoco ha compromesso le strutture tanto da determinare crolli all’ interno e deformare le travi d’ acciaio di sostegno. L’ incendio comunque «non ha interessato le aree di cantiere» della nuova stazione, "questo consentirà di poter sostanzialmente mantenere il programma annunciato" afferma Fs, assicurando che la stazione sarà pronta prima dell’ avvio del nuovo orario 2011-2012. Il rogo si sarebbe sviluppato all’ interno di un cavidotto. Quanto all’ ipotesi che sia scoppiato in seguito a un furto di rame non è ancora possibile, secondo quanto fa sapere la Polfer, escluderlo ma non ci sono nemmeno gli elementi per avvalorare una simile spiegazione. Nel frattempo sono in corso accertamenti sulla provenienza di circa tre quintali di rame, sequestrati ieri mattina all’ interno del campo nomadi di via di Salone. Continuano intanto i disagi nei trasporti. Centinaia di passeggeri, fermi alla stazione di Orte, ieri sono saliti in massa su un treno "Freccia Argento" proveniente da Udine e diretto a Roma Termini, che ha effettuato una fermata straordinaria presso l’ importante snodo ferroviario del centro Italia. Le Ferrovie dello Stato, smentendo la notizia che il treno sia stato bloccato da pendolari, hanno precisato in una nota che il convoglio, come era previsto dal programma straordinario, si è fermato ad Orte per far salire circa 200 pendolari diretti a Roma. Il servizio ferroviario gestito dal gruppo Fs è stato rimodulato: nessun treno ferma a Tiburtina. Per quelli in arrivo a Bologna e provenienti da Roma e dalle città a Sud della Capitale si sono registrati ritardi compresi tra i 30 e i 60 minuti. Mentre oggi sarà garantito il 90% dei treni a media e lunga percorrenza. I Vigili del fuoco hanno infatti reso disponibili e utilizzabili per la circolazione ferroviaria i binari 4 e 5 di Roma Tiburtina. Il servizio della linea "B" della capitale ha ripreso regolarmente su tutta la linea, come previsto. Rimane chiusa la fermata Tiburtina Fs ma possono essere utilizzate le fermate Bologna e Quintiliani. «La situazione è difficile ma sotto controllo" ha detto l’ assessore regionale alle Politiche per la Mobilità e il Trasporto Pubblico Locale della Regione Lazio, Francesco Lollobrigida. Mentre il sindaco di Roma Gianni Alemanno , in un videomessaggio pubblicato sul suo blog, ha dichiarato: «Ci aspettiamo che le Ferrovie dello Stato ripaghino gli investimenti e i costi che stiamo subendo». «Mi chiedo come sia possibile che nel cantiere più importante d’ Italia, nel cantiere vitale per la mobilità del nostro Paese non ci siano stati o adeguati controlli o adeguate prevenzioni rispetto agli incidenti. Questo non è possibile. Non possono essere i cittadini di Roma a pagare questa situazione e non ci possono non essere responsabili. Chi sbaglia, paga. Attendiamo chiarezza oltre che le Fs ripaghino gli investimenti e i costi che stiamo subendo per ridurre i disagi dei cittadini». Il Codacons ha invitato i passeggeri ad attivarsi per chiedere il risarcimento a Trenitalia e l’ Adoc ha presentato un esposto all’ Antitrust «affinché venga sanzionata la gravissima negligenza di Trenitalia nell’ informare e nell’ assistere i passeggeri». Intanto, il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, ha disposto un’ inchiesta ministeriale per accertare le cause dell’ incendio. «Riguardo poi alle richieste di riferire al Parlamento sull’ accadimento – ha aggiunto – sono naturalmente pronto a farlo non appena i presidenti del Senato e della Camera lo riterranno opportuno».
 

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