Rogo di Tiburtina, la rabbia dei pendolari
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ROMA. Disagi e ritardi in molte zone del Paese. A Orte Scalo centinaia di persone assaltano un treno diretto nella Capitale. Le associazioni dei consumatori: «Risarcire la clientela».
Migliaia di persone in attesa sulle banchine. Ritardi snervanti. Treni cancellati e annunci insufficienti. Occhiate preoccupate agli orologi, sbuffi e fiumi di messaggini e telefonate per tentare di riorganizzare una giornata forse andata persa, nella speranza di riuscire a salire su una carrozza e arrivare prima o poi a destinazione. Sono state scene di disperata frustrazione quelle che hanno accompagnato ieri gli spostamenti di pendolari e passeggeri in molte zone del Paese. A causarle i disagi dovuti al rogo alla Stazione Tiburtina di Roma, sulle cui cause gli inquirenti stanno ancora indagando. A Orte Scalo la collera dei pendolari ha trovato sfogo in un assalto al Frecciargento 9403, proveniente da Udine e diretto nella Capitale.
I testimoni raccontano di scene di caos, scoppiate quando le persone assiepate sul binario numero 3, su cui transitano i convogli diretti a Roma, hanno sentito gli altoparlanti annunciare che dal binario 4 sarebbe partito un treno speciale messo a disposizione dalle ferrovie. Mentre la maggioranza dei pendolari si è diretta verso il sottopassaggio che collega i due binari, un centinaio di persone ha iniziato ad attraversare le rotaie, obbligando il macchinista a bloccare il Frecciargento prima dell’arrivo alla banchina. A quel punto il convoglio è stato assaltato dalla folla in attesa e circa 400 passeggeri sono riusciti a trovare poste nelle carrozze semivuote del trasposto. Per tentare di limitare i disagi, nell’arco dell’intera giornata le Ferrovie dello Stato hanno dirottato alcuni treni veloci sulle tratte dei pendolari, stabilendo fermate straordinarie.
Una decisione che non ha però impedito difficoltà negli spostamenti e ritardi prolungati. «Quello che si è verificato è un guasto al sistema centrale di controllo del traffico ferroviario in uno snodo importante come quello di Roma Tiburtina», spiega Edoardo Zanchini, responsabile trasporti di Legambiente. «È un problema destinato ad avere ripercussioni su una parte rilevante del trasporto su rotaia dell’intero Paese, per diverso tempo. Certo, se si fosse realizzato a suo tempo un anello ferroviario intorno alla Capitale i disagi ora sarebbero molto ridotti». Di ritardi e inconvenienti hanno parlato ieri anche molte associazioni dei consumatori, chiedendo alle Ferrovie delle Stato di rimborsare i clienti per i problemi che hanno dovuto affrontare.
«La nostra associazione chiede che si apra un tavolo di conciliazione per procedere ai risarcimenti», sottolinea ad esempio Stefano Zerbi del Codacons. «Una volta rimborsata la clientela le Ferrovie potranno rifarsi su eventuali responsabili quando saranno individuati». A questo proposito, mentre procedono le indagini, la Procura ha deciso di aprire un fascicolo contro ignoti con l’accusa di incendio colposo. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti ci sono al momento quelle di un sovraccarico elettrico o un malfunzionamento dell’impianto che potrebbero aver generato l’incendio nella stazione.
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