ANTITRUST: SI PUNISCE CHI PER LA PRIMA VOLTA HA APERTO LA STRADA AGLI INDENNIZZI AUTOMATICI NEL NOSTRO PAESE E NON ANCHE CHI SCHIAFFEGGIA GLI UTENTI
ORA DA ANTITRUST CI ASPETTIAMO SANZIONI BEN PIU’ SALATE VERSO ANAS E TRENITALIA
In merito al provvedimento dell’Antitrust che ha sanzionato Autostrade per l’Italia per il blocco da ghiaccio del dicembre scorso, pur non potendo non condividere le sagge indicazioni sul rigore e attenzione che tutti i gestori di servizi pubblici devono avere per evitare gravissime situazioni di disagio e danno, come quelle realizzatesi lo scorso anno a causa del maltempo, desta perplessità che l’unico ente sanzionato sia stato Aspi mentre Anas e Trenitalia se la siano passata liscia.
Nei giorni scorsi avevamo chiesto di nuovo all’Antitrust di punire in modo esemplare chi ha completamente ignorato le richieste dei cittadini e non possiamo non rimanere perplessi, invece, per la mancanza di interventi dell’Autorità nei confronti di ANAS e Trenitalia.
Mentre infatti Autostrade per l’Italia ha aperto la strada ad indennizzi in favore dei cittadini rimasti coinvolti nei disagi, senza nemmeno bisogno di far causa, ANAS e Trenitalia hanno “schiaffeggiato” gli utenti, negando qualsiasi possibilità di rimborso, pur avendo causato danni e disservizi anche maggiori rispetto a quelli patiti dagli automobilisti sull’autostrada Firenze-Roma la notte del 17 dicembre 2010.
“Nel punire gli errori – – afferma il Presidente Carlo Rienzi – l’Antitrust dovrebbe anche dare indicazioni a tutti i gestori dei servizi pubblici sull’atteggiamento da tenere nei confronti dei propri clienti in caso di disservizi causati dal gestore. Non facendolo, e punendo chi dopo i disagi si attiva per alleviarne le conseguenze, si rischia che nessun gestore di servizi pubblici in futuro accetterà di conciliare con i suoi consumatori/clienti i disagi subiti.
Ci aspettiamo ora da Catricalà sanzioni ben più severe verso le due società, che hanno doppiamente maltrattato gli utenti: la prima volta coinvolgendoli nei disagi da maltempo, la seconda volta negando loro qualsiasi rimborso o risarcimento” – conclude Rienzi.
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