Quando il Pd berciava “No ad aumenti Atm fino all’ Expo 2015”
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fonte:
- Libero
■■■ Lo avevano detto. Lo avevano promesso. Ci avevano fatto una battaglia in Consiglio comunale quando erano all’ op posizione. Erano riusciti persino ad approvare una mozione bi-partisan con i voti di Pdl e Lega che impegnava la giunta di centrodestra a non aumentarli per tutto il 2011. Il candidato sindaco Pisapia durante il suo tour elettorale ne aveva fatto un mantra e dalle colonne dei giornalioni più blasonati alle pagine Web dei blogger misconosciuti ripeteva a mo’ di disco rotto: non si può aumentare il biglietto Atm in un momento di crisi come questo. Soprattutto, non si possono mettere le mani in tasca ai milanesi prima di aver offerto loro un miglioramento dei servizi perché «servono interventi di ammodernamento e innovazione della rete che non possono essere fatti sulle spalle dei cittadini che già "pagano" le tasse e che sono sottoposti ad altri prelievi indiretti legati alle politiche di limitazione del traffico» (comunicato postato sul sito del Pd di Milano venerdì 11 Febbraio 2011 alle 12:01). Il tempo di venire eletti, occupare il palazzo con i propri uomini, e hanno fatto l’ esatto opposto. Biglietti aumentati del 50%, roba da battere ogni record nella storia dell’ azienda dei trasporti milanese, roba da fare impallidire l’ "adeguamen to" che fece Albertini nel 2001 con l’ ingresso nell’ Euro: da 1.500 lire a 1 euro tondo, incremento di 460 lire che scatenò il fuoco di fila della sinistra radicale capeggiata dall’ attuale presidente del Consiglio comunale Basilio Rizzo, il quale si fece promotore di un ricorso (poi perso) al Tar perchè l’ aumento scattò senza passare dall’ aula consiliare. Oggi si è verificata la medesima cosa: aumento blindato in giunta, solo che l’ am montare – cambio dell’ epoca alla mano – è pari a quasi mille lire, ovvero più del doppio del «gabelliere Albertini», come lo epitetò allora Rizzo. L’ evidenza del triplo salto carpiato (i mondiali di nuoto cinesi sono di evidente ispirazione) eseguito sotto l’ occhio vigile del ministro delle finazne Tabacci è sotto gli occhi di tutti i milanesi. Degli elettori ramente, visto il putiferio scoppiato sul Web. Peccato per loro, o per fortuna a questo punto, non ricordarsi della battaglia che il Partito Democratico intraprese non più di qualche mese fa per difendere il tram e la metro a 1 euro. Con i consiglieri pronti alle barricate se la Moratti e la sua giunta non avessero promesso di tenere giù le mani dagli aumenti. In prima fila l’ allo ra capogruppo piddino Pierfrancesco Majorino – oggi assessore alle Politiche sociali -, che si spinse fino a dichiarare: «In mancanza di garanzie sul biglietto bloccato a un euro fino almeno ad Expo 2015 andremo avanti con l’ ostruzionismo sul bilancio in consiglio comunale». Il medesimo Majorino che ha accolto l’ annuncio della stangata di due giorni fa con un esultante «gli interventi in materia di bilancio presentati dalla Giunta rappresentano una scelta coraggiosa». Intanto a ricordare al sindaco che le promesse elettorali vanno rispettate interviene il Codacons, associazione dei consumatori che aveva sottoposto un questionario al candidato Giuliano in cui si chiedeva se avrebbe tenuto bloccate le tariffe Atm: «La sua risposta è stata sì. Ecco perché ora abbiamo tutto il diritto di chiedere a Pisapia di spiegarci il perché di questa inversione ad U». Il Pd ha festeggiato la vittoria di Pisapiatappezzando lacittàdi manifesti. Lo slogan: Milano buon giorno. L’ at tesa svolta, però, non si è vista. Ftg.
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