22 Luglio 2011

Le famiglie non arrivano a fine mese

 Nel primo semestre 2011 crescono i consumi, ma le famiglie italiane sono sempre più fragili. Secondo i dati rilevati dall’ Outlook Censis Confcommercio l’ aumento tendenziale dei consumi supera di poco l’ 1 per cento. Un incremento, però, causato dall’ aumento dei prezzi di carburanti e parcheggi. «Cresce la quota di famiglie che hanno aumentato i consumi nel primo semestre 2011 (il 54,3 per cento rispetto al 48,3 per cento del secondo semestre 2010) – spiega Confcommercio – anche se l’ incremento è dovuto prevalentemente alla spesa per benzina e parcheggi (per due famiglie su tre)». Più della metà delle famiglie censite "ha utilizzato tutto il reddito disponibile per coprire i consumi". E quasi una famiglia su cinque ha speso più di quanto ha guadagnato («in quest’ ultimo caso – si legge – il 65 per cento è dovuto ricorrere ai propri risparmi»). A mettere da parte risorse per il futuro, così, sono state solo sette famiglie su cento. L’ obiettivo più ambito? L’ acquisto di una casa: secondo i risultati dell’ indagine, infatti, «l’ investimento in immobili si conferma il migliore utilizzo possibile dei propri risparmi». Insomma, «se da un lato sembra proseguire la fase di ripresa dei consumi, questa tendenza si esplica, però, con dinamiche decisamente poco entusiasmanti, anche a causa del peso crescente delle spese fisse "incomprimibili" (tariffe, utenze e bollette varie). Anche se non siamo di fronte a situazioni di impoverimento diffuso, il ridimensionamento del potere di acquisto e il ricorso a quote di risparmio privato evidenziano una diffusa fragilità economica delle famiglie». Per il futuro il campione delle famiglie intervistate predica prudenza. Il 66 per cento «prevede di mantenere stabili le spese nei prossimi sei mesi». Interessanti i dati sul «clima di fiducia» delle famiglie italiane. Nei primi sei mesi dall’ anno – rivela Confcommercio – il numero degli incerti è cresciuto dal 13,7 al 21,8 per cento. Stabile la quota degli ottimisti (ferma intorno al 40 per cento) mentre diminuisce il numero dei pessimisti: a gennaio erano il 45 per cento degli intervistati, oggi sono il 37,5. Il Codacons giudica «drammatici» i dati dell’ indagine Censis-Confcommercio, ma, precisa, come «in realtà siano persino ottimistici», visto che, spiega l’ associazione a tutela del consumatore, «che ormai una famiglia su tre fatica ad arrivare alla fine del mese». S.B.

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