Sequestrati blocchi in cemento armato sui fondali di Panarea
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Lipari Erano posizionati su una prateria di posidonia oceanica i 40 corpi morti in cemento armato posti sotto sequestro a Panarea dagli uomini del Circomare-Guardia Costiera di Lipari, con il prezioso ausilio del personale appartenente al III Nucleo Sommozzatori della Guardia Costiera di Messina, durante un’ intensa attività di Polizia Giudiziaria finalizzata a sconfiggere il proliferare dell’ abusivismo demaniale marittimo e a salvaguardare il patrimonio ambientale e naturale. Le strutture rimosse e sequestrate, tutte abusive, facevano parte delle linee di ormeggio utilizzate durante la stagione balneare per l’ attracco di natanti ed imbarcazioni ed erano concentrate nello specchio acqueo antistante le località di Iditella e San Pietro. Il loro posizionamento su una prateria di posidonia oceanica, pianta acquatica inclusa tra le specie protette dalla convenzione di Berna del 19/11/1979, provocava di fatto la distruzione ed il deturpamento di bellezze naturali. L’ importanza di tale specie acquatica è talmente grande, che è stato coniato il termine di "ecosistema a Posidonia". In particolare, nel contesto della dinamica costiera, questa pianta svolge molteplici e peculiari ruoli che giustificano l’ importanza attribuitale. Essa, infatti: contribuisce in modo significativo alla ossigenazione delle acque; costituisce un riparo ed una sorgente di nutrimento per numerosi organismi costieri e pelagici; produce una notevole quantità di biomassa che esporta anche verso ecosistemi contigui; rappresenta un’ area di nursery (accrescimento degli stadi giovanili di molti organismi diversi); stabilizza i fondali marini con l’ intreccio dei rizomi, compattando i substrati mobili; modella i fondali e protegge le coste sabbiose dall’ erosione. L’ operazione degli uomini del comandante Giuseppe Donato fa seguito a quella effettuata nella stessa isola nel mese di Aprile u.s. e che ha portato al sequestro di 30 corpi morti in cemento armato di nuova fabbricazione di circa 2000 Kg e che di fatto ha impedito l’ avvio di remunerative attività illecite con la realizzazione di ormeggi privi di sistemi di sicurezza con potenziale pericolo per la pubblica incolumità e per la sicurezza della navigazione nonché considerevoli danni all’ ambiente marino sommerso. In una nota il Circomare Lipari, nell’ evidenziare che i campi boe muniti di regolare autorizzazione sono segnalati dalla presenza ai vertici della concessione di 4 gavitelli di colore giallo con alle rispettive estremità superiori un miraglio ad X, comunica che l’ elenco delle concessioni autorizzate è consultabile presso i propri uffici. Intanto il Codacons ha segnalato al Circomare Lipari, al comune di Lipari ed alla stazione dei carabinieri "i lavori che si stanno effettuando sulla spiaggia di Canneto Baia Unci, in piena stagione turistica, chiedendo un pronto ed immediato intervento. Da quanto riferito da numerosi abitanti delle zona- si legge in una nota del Codacons risulta che, senza l’ affissione di alcun cartello, si è recintata una parte della spiaggia accanto ad un lido balneare e si è provveduto a scavare una fossa che si riempiva d’ acqua melmosa. Durante i lavori una pompa idrovora provvede a sversare il contenuto della fossa direttamente a mare, rendendo torbida l’ acqua dell’ intera baia". Il Circomare Lipari, da noi contattato, sottolinea che si tratta di lavori previsti da tempo, che sono finalizzati alla sostituzione della tubatura dell’ impianto di dissalazione, che "l’ acqua melmosa" null’ altro è che acqua di mare mista a sabbia. Quindi nulla di inquinante e nulla a che vedere con il contestato depuratore. I lavori dovrebbero concludersi nel giro di qualche giorno.
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