19 Luglio 2011

A Messina insetti in corsia e obitorio A Roma ricoveri out

■ Due casi di insetti in ospedale, il primo in rianimazione ed il secondo in obitorio. Entrambi in altrettanti nosocomi di Messina, fanno riparlare di presunta malasanità in Sicilia. Ma anche nel Lazio non va meglio. Un uomo di 51 anni è deceduto al policlinio di Tor Vergata, dopo che cinque diversi pronto soccorsi della Capitale gli hanno rifiutato il ricovero. E la Polverini dispone un’ ispezione. Per il presidente della Commissione nazionale di inchiesta sul servizio sanitario, Ignazio Marino «casi del genere non sono tollerabili». Al Riformista Marino dice: «Non possono esserci regioni con punte di eccellenza sanitarie come l’ Ismett ed ospedali in cui accadano i fatti denunciati in queste ore» «Per questo ho presentato in Parlamento – prosegue Ignazio Marino- la proposta di legge per la creazione di una commissione "super partes" con un garante della salute che raccolga ed elabori scientificamente tutte le informazioni che arrivano dal territorio: per cancellare le disfunzioni». E conclude: «I fallimenti, purtroppo, sono legati a una mancanza di strategia dello Stato, ma anche all’ amministrazione regionale del territorio, in cui la politica deve fare un passo indietro, non arrogandosi il diritto di nominare primari e direttori sanitari». Proprio Marino che ricorda come l’ Italia, in Europa, sia il paese che meno investa in sanità per ogni cittadino, al Policlinico di Messina, dopo la denuncia delle larve trovate nelle narici di un paziente ricoverato in rianimazione, ha chiesto un’ ispezione del Nas. Ma al momento alla denuncia dei familiari dell’ uomo, deceduto ieri mattina dopo mesi di coma, l’ azienda dove in settimana arriveranno anche gli ispettori dell’ assessorato regionale alla Sanità, replica con una nota in cui sostiene «come il decesso dell’ uomo non possa essere messo in relazione con la presenza delle larve di mosca e che gli esami eseguiti sui campioni biologici, hanno dato esito negativo». Sempre nella nota il direttore dell’ Unità operativa Angelo Sinardi aggiunge: «Non c’ è nessun degrado igienico sanitario nel reparto, la pulizia viene effettuata regolarmente» E sull’ eventuale presenza di insetti sostiene «deve essere ascritta alla casualità in quanto gli stessi, provenienti dall’ esterno (sic) possono penetrare accidentalmente nel momento di apertura e chiusura delle porte». L’ altra versione fornita dal policlinico messinese è quella del parassitologo dell’ azienda, Antonio Cascio che parla «di una miasi o migrazione di parassiti intestinali». In sostanza larve autoprodotte dal paziente stesso, si legge tra le righe. Ma la figlia della vittima chiede che sul caso sia fatta chiarezza, anche perché racconta Valentina Misuraca: «Mio padre si è aggravato improvvisamente e i medici hanno detto che ha avuto dei problemi cardiaci». Nelle prossime ore sulla base della denuncia presentata alla polizia dai parenti, la procura di Messina potrebbe aprire un fascicolo di inchiesta, avendo ricevuto anche un esposto dal Codacons, inoltrato pure al ministro della Salute, Ferruccio Fazio. Ma nella città dello Stretto, a poche ore dalla vicenda choc al Policlinico, in un altro ospedale, altri insetti e larve. Questa volta non sul corpo di un degente vivo, ma su un cadavere. Francesco Tortorici, il cognato dell’ uomo morto durante il trasporto in eliambulanza all’ ospedale Papardo, dopo un incidente stradale avvenuto sabato sulla Messina-Palermo, ieri mattina ha chiamato la polizia per deunciare le condizioni in cui ha trovato il corpo del congiunto. «Una situazione sconcertante, con la salma di mio cognato ed altre, in un ambiente con 40 gradi, gonfia come se la morte fosse avvenuta da 15 giorni e sul corpo vi erano formiche ed insetti e l’ obitorio era privo di vigilanza». Il direttore sanitario dell’ azienda, Eugenio Ceratti anche lui come i colleghi del Policlinico respinge le accuse ed al nostro giornale dà la sua versione: «La salma del paziente in stato di sequestro dopo l’ incidente ed in questi casi, finché non si stabilisce o meno l’ esecuzione dell’ autopsia, non può essere messa in cella frigorifera e neppure spostata da come è stata sistemata all’ arrivo in camera mortuaria». E sulla questione delle temperature elevate all’ interno, ricordando come quella struttura sia tra le più moderne e nuove di tutta la regione, si limita a dire: «Può essere che ci sia stato un problema tecnico all’ impianto, non lo escludo, e per questo abbiamo presidsposto un’ indagine interna».
 

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