17 Luglio 2011

Benzina, il governo convoca i petrolieri

Benzina, il governo convoca i petrolieri
 

 Abbassate il prezzo della benzina di almeno 5 centesimi. Meglio se si arriva a 6. Il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia comincia da domani la sua offensiva nei confronti delle compagnie petrolifere che ha convocato per mercoledì, affinché si riesca ad abbattere il prezzo dei carburanti che mai è stato così alto nella storia: oltre un euro e sessanta al litro, in media nazionale. L’ iniziativa di Saglia parte all’ indomani dell’ approvazione della manovra economica, all’ interno della quale (articolo 28) è inserito un piano di ristrutturazione della rete distributiva e di liberalizzazione della vendita non-oil presso le pompe di erogazione che – negli intenti del governo – dovrebbe produrre a regime un contenimento del prezzo dei carburanti, o quantomeno un suo riallineamento alla media europea che oggi viene superata di 50 centesimi. Dall’ inizio dell’ anno, dice il ministero, l’ incremento del prezzo industriale della benzina (cioè il prezzo al consumo, meno la componente fiscale) è stato del 18,5%, e di una percentuale analoga quello del gasolio (17,9%). Questo incremento, però, ha avuto la sua impennata solo negli ultimi 15-20 giorni, quando sia la benzina che il gasolio sono cresciuti di circa 10 punti (10,9 la benzina, 9,1 il gasolio). Da qui la preoccupazione e la convocazione delle compagnie. «Il governo, però – dicono le associazioni dei benzinai, con un un proverbio napoletano "chiagne e fotte"», in quanto lamenta l’ impennata dei prezzi, ma è stato lui stesso ad aumentare l’ accisa sui carburanti di 4 centesimi proprio il 28 giugno, quando i listini industriali si stavano infiammando, e ne ha aggiunta un’ altra il primo luglio per finanziare il Fus (Fondo unico per lo spettacolo). In meno di una settimana, quindi, si è arrivati a quasi 5 centesimi in più, solo di prelievo fiscale. Senza dire che su questi incrementi agiscono poi le accise regionali, più o meno pesanti. «Il governo – dice Martino Landi, presidente di Faib-Confesercenti, uno dei maggiori sindacati dei benzinai – chiede ora al mercato un taglio dei prezzi pari all’ incremento delle accise che ha deliberato. Mi sembra una situazione paradossale». Tuttavia Saglia non si arrende, e vuole dare un segnale forte a ridosso delle vacanze, per evitare che l’ incremento dei consumi legato agli spostamenti si traduca in un ulteriore salasso. Il Codacons ha calcolato che, rispetto alle stesse settimane dello scorso anno, ogni italiano spende oggi 10 euro in più per un pieno di benzina, e 12 per quello di gasolio. Saglia, peraltro, confida sul fatto che – a regime – le misure introdotte dalla manovra possano tagliare strutturalmente i prezzi italiani dei carburanti e farli rientrare nella media comunitari. Sono 5 gli interventi che il governo ha in animo e che Stefano Saglia ha illustrato al nostro giornale: 1. self-service al 100%, cioè esteso a tutti i 25 mila distributori italiani entro un anno, 2. estensione alle 24 ore dell’ utilizzo della carta-carburante prepagata, 3. abolizione di tutti i vincoli per le vendite non-oil, in maniera che ogni distributore possa diventare un punto vendita anche di altri prodotti, 4. cambiare le tipologie contrattuali che legano oggi i benzinai alle compagnie (impianti in comodato e contratto in esclusiva con il marchio) e che consentirebbero maggiore concorrenza, 5. chiusura incentivata dei circa 1.500 distributori obsoleti, attingendo agli 80 milioni del fondo per la ristrutturazione della rete. Su questo piano del governo, però, incombono due incognite: i gestori e le Regioni. Le seconde perché potrebbero, con le loro accise, neutralizzare il taglio dei prezzi, e i primi in quanto «in forte disaccordo con una riforma della distribuzione affidata ad un provvedimento come la manovra economica – dice Landi – invece che alla trattativa tra le parti». E non piace loro neppure «il self-service obbligatorio che renderebbe superflui e spesso disoccupati i gestori». Per questo il 27 e 28 luglio ci sarà uno sciopero. A meno che il governo non riapra la partita e convochi i gestori. I consumatori: adesso l’ esecutivo lamenta i rincari, però li ha scatenati con le accise.
 

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