13 Luglio 2011

L’ effetto Borsa sui saldi: “Messi in fuga i consumatori”

– MILANO – DA PIAZZA AFFARI alle strade dello shopping. Titoli finanziari in picchiata, speculazioni azionarie, rischio default. L’ onda lunga della crisi arriva sugli scaffali delle boutique. E le vendite in saldo continuano a stentare. Tre giorni fa, il record negativo in corso Buenos Aires: -15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. «Oggi (ieri, ndr ) va un po’ meglio – fa sapere Gabriel Meghnagi, presidente dell’ associazione di commercianti Ascobaires – ma le perdite di una domenica di metà luglio non si recuperano in settimana. E il caldo torrido non ci aiuta». Aumenta il rammarico per il «no» di Palazzo Marino alla notte bianca degli sconti, che gli esercenti del corso avevano già programmato per il 6 luglio scorso, con tanto di iniziative culturali e concerti in piazza: «Ormai non ha più senso farla», chiosa Meghnagi. Infatti, non si farà: il referendum tra i negozianti sulla data del 20 luglio, promosso dall’ assessore alle Attività produttive, Franco D’ Alfonso, e dall’ Unione del commercio, ha dato esito negativo. «Speriamo serva di lezione per il futuro: bisogna cogliere al volo le occasioni». CI SI DOVRÀ arrangiare in altro modo, insomma. Del resto, il cauto ottimismo dell’ esordio (+3% nel primo sabato di prezzi ribassati, secondo le stime di Federmoda) sta lentamente svanendo. Travolto «dai dubbi dei piccoli risparmiatori – confessa Paolo Uguccioni, segretario di Buenos Aires Futura – che sono molto spaventati». Si parla di effetto Grecia: «I clienti si domandano: "Cosa succederà tra un anno?", "Meglio spendere o tenersi i soldi per momenti peggiori?"». Ci pensa il Codacons a dettare le regole d’ oro per i cacciatori d’ affari: diffidate dei saldi superiori al 50%, tenete d’ occhio il prezzo reale del prodotto (non la percentuale di sconto) e servitevi nei negozi di fiducia. «Vanno bene gli esercizi che fanno prezzi bassissimi, tipo quindici o venti euro – aggiunge Uguccioni, titolare di sette attività in zona – e i grandi marchi». Se la passa peggio, invece, «chi propone capi d’ abbigliamento da cinquanta euro in su: nonostante il saldo, molti preferiscono passare avanti». Scontrino più scontrino meno, i dati generali sono comunque in linea con quelli del 2010: «Non è una buona notizia – avverte Uguccioni – perché l’ anno passato è stato uno dei peggiori: continua la serie nera». NIENTE RIPRESA? «Ci sono realtà in positivo e altre in negativo – riflette Roberto Balsamo, responsabile di Vergelio calzature in corso Buenos Aires -. Noi siamo andati alla grande fino a sabato: tra qualche settimana, faremo un bilancio, ma credo che non si discosterà troppo da quello di dodici mesi». A colpire Luigi Ferrario, numero uno delle Vie dello shopping «è il divario sempre più incolmabile tra centro e periferia». Se via Dante e corso Vittorio Emanuele, storici boulevard delle compere, tengono botta eccome («Gente porta gente»), la mappa della spesa condanna Ripamonti e Lorenteggio: «Dai primi sondaggi – continua Ferrario – stanno emergendo numeri piuttosto preoccupanti: strade deserte, nessuno compra».
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this