Ratti a Melara, si muove il Codacons
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fonte:
- Il Piccolo
L’associazione: problema già segnalato più volte, Ass e Ater si attivino per porre rimedio.
Si è alzata su due zampe e ha mostrato la sua dentatura da roditore.
Un po’ come fa la marmotta di montagna.
Ma era una "pantegana" di città.
Che, sentendosi in trappola, si è alzata proprio per difendersi e all’ occorrenza attaccare, mostrandosi aggressiva.
«Ero con le spalle al muro, ho ridisceso i gradini, sono tornata in strada e la pantegana è scesa pure lei i gradini ed è scappata».
L’ incontro ravvicinato di cui avrebbe volentieri fatto a meno è capitato una sera di queste sotto casa, lungo le scale esterne che conducono a un portone condominiale spesso aperto ma in quel caso chiuso, a Maria Cristina Obran.
E’ un’ abitante del quadrilatero di Melara, ma non solo.
E’ infatti la responsabile di Trieste del Codacons , la cui sede è proprio inserita nel comprensorio di via Pasteur.
Ebbene, dalla Obran arriva un grido di preoccupazione, e soprattutto di monito alle autorità competenti, l’ Azienda sanitaria per le derattizzazioni e l’ Ater in quanto ente proprietario dello storico comprensorio.
Maria Cristina Obran si fa portavoce dei residenti per sollevare quello che lei bolla come «un problema serio, che non va sottovalutato».
«Dopo la disinfezione effettuata circa un anno e mezzo fa – racconta – da alcuni mesi a questa parte le pantegane sono tornate.
Da primavera, per esempio, sono riapparse pure di giorno, nella zona del giardino centrale, all’ interno dei quattro lati, frequentato da bambini.
Ho già fatto una segnalazione all’ Ater e la risposta che ho ricevuto e che la disinfestazione bisognava pagarla.
I residenti che ho contattato hanno convenuto che, con tutti i soldi che ci chiedono, potrebbero anche inserire nel computo totale la spesa per la disinfestazione.
La gradiremmo, ne va della nostra serenità e della nostra salute».
Nel fine settimana si è mosso il Codacons regionale, il cui presidente Vitto Claut ha firmato, congiuntamente alla Obran, una lettera all’ Azienda sanitaria e all’ Ater: «Accadimenti simili – si legge nella lettera – sono stati segnalati più volte dai condomini del comprensorio», purtuttavia «ad oggi non sono state prese le adeguate contromisure», e «tali accadimenti, oltre a connaturare situazioni di concreto pericolo nei confronti della collettività, si riflettono in maniera negativa su diritti fondamentali, fra tutti il diritto alla salute, costituzionalmente tutelati e garantiti».
E così «si intima a porre immediatamente rimedio alla situazione richiamata, mediante un intervento di derattizzazione», altrimenti l’ associazione, passati otto giorni dall’ ammonimento , «si vedrà costretta suo malgrado ad attivarsi presso le sedi opportune».
«Verificheremo», è la promessa prima del serrate domenicale degli uffici da parte di Antonio Ius, vicedirettore dell’ Ater, mentre dal dipartimento di Prevenzione dell’ Azienda sanitaria, da cui dipende il servizio di Disinfezione e disinfestazione, arriva la precisazione che, alle 14 di venerdì, non era giunta alcuna segnalazione da parte di cittadini.
La lettera del Codacons , evidentemente, è "per strada".
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