8 Luglio 2011

ANSA/ INTERNET: NUOVO BLACKOUT ARUBA, PROTESTE SUL WEB

 
ANCORA GIU’ DOPO INCENDIO APRILE, SI MOBILITANO CONSUMATORI

 
 
   (ANSA) – ROMA, 8 LUG – Dopo l’incendio del 29 aprile scorso
alla webfarm di Arezzo che aveva provocato un blackout record,
un’altra giornata no per Aruba, il principale provider italiano
che gestisce più di un milione e mezzo di siti in hosting e
domini registrati. Ha avuto un nuovo crash che sta tornando alla
normalità a macchia di leopardo, che ha scatenato le proteste
degli utenti su Twitter. E le associazioni dei consumatori si
sono già mobilitate.
   Oltre ai siti dei clienti, anche Aruba.it è stato
inaccessibile per un po’ di tempo così come i telefoni
dell’azienda, e nulla è apparso sulla pagina che Aruba ha su
Twitter dove, nel caso del precedente disservizio, aveva postato
spiegazioni e scuse. In quella circostanza si era verificato un
grave incendio nella server farm di Arezzo, causando uno dei
blackout più gravi per il web italiano. L’azienda aveva poi
promesso un risarcimento agli utenti che avevano subito un danno
dall’interruzione.
   Del ‘down’ di oggi, invece, non si hanno al momento
spiegazioni ufficiali di Aruba. C’é solo traccia nella sezione
‘Assistenza’ del sito di una nota datata 6 luglio 2011 che
annuncia "un intervento di aggiornamento sui sistemi" previsto
nella notte tra il 6 e 7 luglio. A questa comunicazione segue
un’altra in cui l’azienda spiega che l’intervento è terminato e
si scusa "per eventuali disagi arrecati". Quest’ultima nota
non è però datata e dunque non è possibile stabilire se c’é
una correlazione con i problemi di oggi.
   Numerose le proteste sul web – tanto che su Twitter la parola
Aruba è al top degli argomenti discussi in Italia – che puntano
il dito soprattutto sul silenzio dell’azienda. "Ancora un
guasto lo posso accettare, ma il silenzio di Aruba in queste ore
non lo sopporto, e poi mi sa di resa!", si legge in uno dei
tanti post. Tra l’amarezza anche l’ironia: "L’isola felice di
Aruba è in realtà l’isola di Lost", scrive un utente mentre
un altro agganciandosi all’attualità dice che Aruba "ha
anticipato l’Agcom rendendo inaccessibili milioni di siti
italiani".
   E sul piede di guerra sono anche le associazioni dei
consumatori. L’Adoc ha "attivato il suo pool di legali per
valutare la situazione, non escludendo un’eventuale class
action", mentre il Codacons avvia "le procedure per chiedere
all’azienda il risarcimento in favore di tutti i clienti
danneggiati". (ANSA).
 

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