In Europa denaro più caro
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fonte:
- Corriere Adriatico
Francoforte In sfida alla crisi del debito, i tassi dell’area euro salgono all’1,5%. Lo ha deciso il consiglio direttivo della Banca centrale europea, rispendendo al mittente ogni ipotesi di default per la Grecia e sospendendo anche per i bond portoghesi la soglia del rating dopo la bocciatura da parte di Moody’s.
I banchieri di Francoforte, come atteso dalla maggior parte degli economisti, hanno alzato i tassi per la seconda volta in tre mesi con un ritocco di 25 centesimi. E anche se il presidente della Bce Jean-Claude Trichet spiega che l’istituto non intende legarsi le mani in nessun modo, è probabile che sia in arrivo una nuova stretta monetaria entro l’anno per raffreddare l’inflazione dei Diciassette che viaggia al 2,7%. “La posizione della politica monetaria rimane accomodante” e “continueremo a monitorare molto attentamente” i prezzi, ha detto Trichet durante la conferenza stampa successiva all’annuncio sui tassi. Proprio ieri la Banca d’Inghilterra ha mantenuto i tassi immobili allo 0,5%.
Sulle proiezioni di Trichet – crescita in rallentamento ma con una spinta “positiva” che tiene, grava l’incognita della crisi di Grecia, Irlanda, Portogallo con i relativi rischi di contagio. I leader europei appaiono divisi su come far pagare anche ai creditori privati il nuovo pacchetto di salvataggio della Grecia. Standard & Poor’s minaccia la dichiarazione di default a carico di Atene, e l’agenzia di rating concorrente, Moody’s, prende di mira il Portogallo tagliando il rating al livello di ‘spazzaturà, altamente speculativo. Trichet, a capo di una Bce che contro la sua volontà rischia di ritrovarsi ancora una volta a fare da principale argine contro la crisi del debito, appare sorprendentemente di buonumore e si toglie qualche sassolino dalla scarpa.
Mutui a tasso variabile più salati per i consumatori dopo la decisione della Banca Centrale Europea di aumentare il costo del denaro per la seconda volta quest’anno. Secondo il Codacons il rialzo dei tassi all’1,5% “produrrà una stangata media per le famiglie italiane, che stanno pagando un mutuo a tasso variabile, pari a 204 euro all’anno, ossia 17 euro al mese”.
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