La Bce alza i tassi, Btp a picco
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fonte:
- Il Gazzettino
Alla Bce l’inflazione fa più paura della crisi economica. E alza i tassi dell’area euro all’1,5%, una stangata sui mutui variabili e sui debiti pubblici. Con i Btp che tornano ad allungare il loro gap con i bund tedeschi, toccando il record.
I banchieri di Francoforte hanno alzato i tassi per la seconda volta in tre mesi con un ritocco di 25 centesimi. È probabile che sia in arrivo una nuova stretta monetaria entro l’anno per raffreddare l’inflazione dei 17 che viaggia al 2,7%. Politica simile alla Cina (che ha appena alzato i tassi per la terza volta nell’anno, ma ha un’inflazione intorno al 5%) ma differente dalla Banca d’Inghilterra, che ieri ha mantenuto il saggio immobile allo 0,5%. Sulle proiezioni del presidente Bce Trichet – crescita in rallentamento ma con una spinta «positiva», grava l’incognita delle crisi di Grecia, Irlanda, Portogallo con i relativi rischi di contagio. I leader europei appaiono divisi su come far pagare anche ai creditori privati il nuovo pacchetto di salvataggio della Grecia. Trichet ironizza: «Devo ricordarvi – dice ai giornalisti che lo incalzano su Grecia, Irlanda e Portogallo – che noi siamo responsabili per la stabilità dei prezzi nell’area euro nel suo complesso. Le questioni che sollevate costantemente dovrebbero essere rivolte ai governi, sono loro i responsabili». Sarebbe oltremodo difficile per la Bce continuare a finanziare le banche europee ricevendo a garanzia titoli di un Paese insolvente. Ma dopo aver abbassato la soglia del rating per Grecia e Irlanda, ora la Bce tende il ramoscello d’olivo anche al Portogallo: continuerà ad accettare i bond portoghesi come garanzia.
L’Italia rimane sempre sotto stress per il rischio contagio della crisi del debito nell’eurozona. Fin da ieri mattina è salita la pressione sui Btp, con lo spread sul bund tedesco schizzato a nuovi record dalla nascita dell’euro, superando quota 226 punti. Stessa sorte è toccata ai titoli di Stato della Spagna, anche se poi Madrid è riuscita a superare senza traumi un’asta da 3 miliardi di euro. E se sui mercati azionari è tornato il sereno dopo i decisi ribassi di mercoledì, l’euro è piombato a 1,4220 dollari per poi risalire sopra quota 1,43. Segno che resta alta l’allerta per il rischio contagio. Il rendimento dei Btp decennali è salito al 5,19%, dopo che l’altro ieri aveva superato la soglia del 5% per la prima volta dal 2008, per poi rallentare riportando lo spread attorno a quota 215 punti. E se Trichet promuove le misure prese dall’Italia con la manovra dichiarando che «sono buone, vanno nella giusta direzione», il mercato vede il Bel Paese tra le possibili vittime della crisi del debito perché se i tassi resteranno così elevati ci saranno da pagare miliardi di interessi extra. Non va meglio per la Spagna, il tasso dei bond ha sfiorato il 5,7% e lo spread con il bund si è avvicinato a 274 punti. Madrid è riuscita comunque a collocare il massimo ammontare previsto a 3 e 5 anni per un totale di 3 miliardi con tassi in rialzo, ma una buona tenuta della domanda.
Secondo il Codacons il rialzo dei tassi all’1,5% «produrrà una stangata media per le famiglie italiane, che stanno pagando un mutuo a tasso variabile, pari a 204 euro all’anno, ossia 17 euro al mese». Per Federconsumatori e Adusbef la decisione dell’Eurotower si ripercuoterà «su circa 2,3 milioni di famiglie» che hanno un mutuo a tasso variabile.
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