Stretta Bce: tassi all’ 1,50%
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fonte:
- La Stampa
Jean-Claude Trichet, presidente della Bce E’ la seconda stretta di quest’ anno sui tassi d’ interesse. Ieri la Banca centrale europea (Bce) ha innalzato il costo del denaro di altri 25 punti base portando così il saggio all’ 1,5%. La mossa non è arrivata inaspettata: il cammino dell’ Eurotower è proseguito lungo la via del rialzo inaugurata nell’ aprile scorso. Il nuovo aggiustamento «è giustificato dal rischio di un aumento dei prezzi» ha detto ieri il presidente della Bce, JeanClaude Trichet. A giugno l’ inflazione nella zona dell’ euro si era attestata al livello del 2,7% mentre l’ obiettivo dell’ organismo centrale europeo è quello di mantenere il livello in prossimità del 2% nel medio termine. L’ Eurotower, ha garantito Trichet, continuerà a «monitorare con molta attenzione la dinamica dei rischi per la stabilità dei prezzi». La formula, dicono osservatori ed esperti del codice Bce, prefigura un nuovo aumento del costo del denaro, che salirebbe a 1,75% entro fine anno esattamente come previsto. Il nuovo rialzo deciso da Francoforte si tradurrà in una fiammata per i mutui. L’ aumento dei tassi Bce di un quarto di punto «produrrà una stangata media per le famiglie italiane che stanno pagando un mutuo a tasso variabile pari a 204 euro all’ anno, che corrispondono a 17 euro al mese». La stima è arrivata dal Codacons che ha evidenziato come l’ aumento del tasso di riferimento «è il segno della fine di un periodo positivo per le famiglie che avevano contratto mutui a tasso variabile». Se la mossa di ieri era da tempo nell’ aria, meno scontata è stata invece la presa di posizione del numero uno della Bce sul delicato tema dell’ atteggiamento delle agenzie di rating in risposta alla crisi debitoria che da tempo ormai affligge la zona euro. «Serve una riflessione globale», ha detto Trichet che ha bollato le agenzie come «piccoli oligopoli». Intanto lunedì, sul tavolo dell’ Ecofin, approderà un dossier su una possibile agenzia tutta europea. Nel frattempo, ieri dall’ americana Moody’ s è arrivata l’ ennesima bocciatura: dopo il taglio del rating sul debito sovrano del Portogallo compiuto tre giorni fa, l’ agenzia ha annunciato di aver declassato anche il debito di quattro banche portoghesi. Francoforte ieri però ha fatto sapere che l’ istituto ha accordato agevolazioni creditizie alle banche portoghesi. «Abbiamo deciso – ha spiegato Trichet – di sospendere l’ applicazione della soglia minima di rating sui collaterali, come requisito per le operazioni di credito dell’ Eurosistema». La pressione si è fatta sentire anche sul debito dell’ Italia, sotto stress da giorni per il rischio contagio della crisi delle emissioni europee. Fin dalla mattina, la tensione sui Btp non ha allentato la presa, con lo spread sul Bund tedesco che è schizzato a nuovi record dalla nascita dell’ euro, sopra quota 226 punti. Stessa sorte è toccata ai Titoli di Stato della Spagna, anche se poi Madrid è riuscita a superare senza traumi un’ asta da 3 miliardi di euro. La tendenza fa salire le preoccupazioni per il rifinanziamento. Basti dire che a un incremento dell’ 1% in un anno dei tassi pagati sul debito dell’ Italia corrisponderebbero maggiori uscite per 18 miliardi di euro. Il faro della Bce si è acceso anche sull’ andamento della ripresa economica in Europa. Il trend «continua», ha detto Trichet, ma si è registrato nel secondo trimestre «una decelerazione del ritmo di crescita anche se continua ad essere positiva». Attacco alle agenzie: «Sono piccoli oligopoli Occorre una riflessione a livello globale» «Continua a essere positiva la crescita economica nella Ue ma restano i dubbi.
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